3 domande a Mario Turetta «Chissà perché pensano sempre tutti che la Soprintendenza sappia dire solo "no". A volte, anzi spesso, quando ci si ritrova di fronte ad un buon intervento la nostra risposta è sì». E per quanto mi riguarda il collare tricolore attorno alla Mole può restarci per sempre. Parola di Mario Turetta, direttore regionale dei Beni culturali e Paesaggistici del Piemonte. Dottor Turetta, i cittadini temevano un suo giudizio. Pensavano che avrebbe ritenuto troppo invasiva l'installazione... «Sa che cosa mi convince di quell'intervento? Il fatto che si tratti di un tricolore, della bandiera italiana». Un simbolo che unisce più di ogni altro. «Infatti, è un simbolo che non potrà mai decadere, un bene comune in cui si riconoscono tutti i cittadini. Anche se stiamo parlando di una luce, si tratta di una luce che parla del passato più memorabile di Torino la prima capitale d'Italia e di un futuro in cui mi pare si siano riconosciuti molti e molti torinesi che si sono riversati nelle piazze, orgogliosi e festanti il 17 marzo scorso». Quindi non resta che fare verifiche tecniche, perché il suo è un «sì»? «Certo, quell'installazione mi piace molto e non ho nulla in contrario a che diventi, su iniziativa del Comune, un intervento permanente».