Pioggia di lettere alla "Stampa". I candidati sindaci: "Si può fare" La vogliamo accesa. Sempre. Per ricordare a tutti che siamo stati la prima Capitale d'Italia, e che l'unità è la cosa più importante, adesso». Carlo, 54 anni, impiegato. «E' bella così la Mole, quell'installazione ne esalta la forza simbolica e anche la monumentalità. Poi, quest'unione che a qualcuno può sembrare dissacrante, di classico e post-moderno insieme, mi ricorda la sistemazione della piramide di vetro di Ieoh Ming Pei davanti al Louvre: speriamo ce la lascino». Stefania, 45 anni, architetto. Sono alcune delle lettere in difesa del patriottico collier che dal 17 marzo avvolge la Mole arrivate in questi giorni a «La Stampa». Anzi, altro che difesa, questi signori chiedono che il gioiello in questione non venga più restituito agli eclettici mittenti Lupi, Migliore, Servetto. E il giornale, visto l'entusiasmo riscosso dal girocollo luminoso e tricolore, sta chiedendo via web ai torinesi di dire la loro sul futuro di questa installazione, nata per festeggiare il centocinquantenario dell'Unità d'Italia. Gigantesco monile che a novembre, una volta terminate le celebrazioni, dovrebbe, come da copione essere necessariamente smontato. Ieri, prima giornata di votazione on line sul sito www.lastampa.it: i «sì» hanno ampiamente superato i «no». E' chiaro, si tratta di risposte d'impeto, che magari non tengono conto di zeppe tecniche o di un possibile «no» della Soprintendenza (a fianco c'è la sua risposta) che ha già chiuso un occhio per il «Volo dei numeri di Merz» nato come Luce d'Artista, ma che poi rimasto tranquillamente inchiodato alla pancia della Mole e acceso, ogni anno, prima di Natale. Ma intanto è un coro di «sì». Torinesi che spiegano di non avere mai visto la Mole così bella. E «orgogliosi che sia il simbolo dell'Italia unita a svettare su Torino». A questi cittadini diamo una prima, buona notizia. Che il prossimo sindaco sia Piero Fassino o Michele Coppola, il tricolore luminoso ha ottime probabilità di restare al collo della Mole. «Ci pensavo proprio ieri sera passandoci davanti e ammirandone la bellezza - ha commentato il candidato del Pd Piero Fassino - sarebbe un peccato togliere quell'installazione a festeggiamenti finiti. E se anche i torinesi la pensano così, non vedo proprio il motivo per eliminarla». Entusiasta anche il candidato del Pdl Michele Coppola: «Mi piace l'idea che "scelgano" i torinesi, la Mole è un simbolo lo- ro. Illuminata è bella e il tricolore la rende ancora più viva. Chiediamo subito un piano di manutenzione per comprendere la fattibilità di quest'ottima idea». Voce fuori dal coro, dei consensi, quella dell'assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri: «Non è pensabile che la Mole, che è uno dei più noti beni artistici del nostro paese, resti, permanentemente, "incollarato"».