VENEZIA «Galan ministro della Cultura? Per me non cambia nulla, avrò quella nomina comunque». La nomina cui fa riferimento Vittorio Sgarbi è quella a Soprintendente del Polo museale veneziano, dopo il nuovo no della Corte dei Conti, il mese scorso. Il tribunale infatti aveva pronunciato una sesta sentenza rifiutando per la terza volta di seguito di registrare l'incarico di Sgarbi, ritenendo nuovamente che la procedura di nomina del critico ferrarese fosse in contrasto con i regolamenti ministeriali. Secondo i giudici infatti il Ministero non avrebbe valutato il curriculum dell'unico concorrente (rimasto) di Sgarbi, il sovrintendente pugliese Fabrizio Vona che avrebbe i titoli per ricoprire l'incarico e che ha presentato domanda per l'ufficio di Venezia nei tempi previsti dal concorso. «Non cambierà niente, sarò io il sovrintendente dice Sgarbi si tratta di aspettare una settimana o poco più. La nuova nomina è partita da qualche giorno. Quando tutto questo sarà finito denuncerò la Corte dei Conti, e chiederò il risarcimento per la seconda nomina. Ci sono delle variabili legali che non sono state rispettate». E intanto, per il nuovo ministro, Vittorio Sgarbi ha già pronte alcune richieste: «Il vero nodo della questione per il nuovo ministro sarà l'Accademia: la sua apertura non può essere rimandata di continuo. Bisogna garantirla entro un tempo logico. Io ho parlato di giugno, ma è slittata diverse volte. Sono pronto a rinunciare anche alla Biennale, se non mi verranno date le tempistiche esatte».