Rifinanziate le grandi istituzioni cittadine. A secco, come sempre, le «piccole» Ora si attendono i due milioni per l'Accademia Un mezzo sorriso arriva anche dagli istituti di cultura veneziani, che grazie a quei 7 milioni di euro aggiuntivi al Fus il Fondo unico per lo spettacolo che sono stati stanziati ieri dal Consiglio dei Ministri, vedono reintegrati i tagli ai contributi certo non «lussuosi» che ricevevano dallo Stato per la loro attività La Fondazione Cini tornerà ad avere dallo Stato 110 mila euro l'anno, prima"tagliati" del 15 per cento sul 2010, con una perdita di circa 17 mila euro. La «legge» del 15 per cento di taglio valeva anche per l'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti (da 80 mila a 68 mila euro di contributi), per la Fondazione Querini Stampalia (da 50 mila a 42.500 euro), per l'Ateneo Veneto e la Fondazione Levi (entrambe passano da 30 mila a 24.500 euro) e per la Società Europea di Cultura (da 25 mila a circa 21 mila euro). Tutte queste istituzioni tornano ora al contributo «pieno», che se non servirà certo a risolvere i loro problemi è il caso in particolare della Querini Stampalia, l'istituzione in maggiore difficoltà economica, anche per la gamma di servizi che offre certamente rappresenta comunque un aiuto in un momento critico. Ma c'è un'altra «dote» erogata ieri dal Governo per i beni culturali, che potrebbe avere un'importante ricaduta positiva per Venezia. Si tratta degli 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico. Sarà il ministro dei Beni Culturali cioè il veneto Giancarlo Galan a ripartirli e non si fa peccato a pensare che tra di essi ci possano essere i due milioni di euro mancanti per il completamento delle Grandi Gallerie dell'Accademia - che per i ritardi nei lavori salteranno l'inaugurazione prevista a giugno e magari anche i 5 milioni (o parte di essi) necessari anche a restaurare la sede storica del museo veneziano, «stressata» proprio da anni di cantiere a pochi metri di distanza.