Quello del petrolio, o meglio della benzina. Perchè i soldi per evitare i tagli al Fondo unico dello spettacolo (149 milioni di euro) arriveranno non dall'aumento di 1 euro del biglietto del cinema ma dall'incremento di 1 o 2 centesimi delle accise sulla benzina. «Un piccolo sacrificio che tutti gli italiani saranno lieti di fare», lo definisce il sottosegretario Letta. Una bella dote per il neo ministro della Cultura Galan, in grado di evitare al ministero la bancarotta e di interrompere gli scioperi oltre che mantenere la parola data dall'ex ministro Bondi. Il «piccolo sacrificio» si traduce, secondo l'Adiconsum, in una ventina di euro in più all'anno per un pieno diventato già super caro. Ammettiamolo, non sono molti (bastano appena per due pizze e due birre senza il dolce!) e possiamo versarli volentieri per aiutare uno dei patrimoni del nostro Paese. Ma in questa guerra tra poveri (cultura contro automobilisti) si respira un amaro sapore di delusione. INTENDIAMOCI, questo Governo non sarà il primo né l'ultimo a rastrellare fondi dal salvadanaio della benzina, tanto che su ogni litro di verde pesa il 53 0 di tasse e un po' meno (46) sul gasolio. E guardando la pressione fiscale sui carburanti che in Francia, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca e Regno Unito oltrepassa addirittura il 60, possiamo anche sentirci sollevati. Ma anche noi non scherziamo. Ancora oggi sborsiamo ben 30 centesimi al litro per imposte decise per finanziare eventi straordinari ma mai cancellate: dalla guerra in Etiopia alla crisi di Suez, dal disastro del Vajont all'alluvione di Firenze, dai terremoti alle missioni in Libano e Bosnia fino al rinnovo nel 2004 del contratto degli autoferrotranvieri. Adesso arriva la tassa per la cultura. Pagheremo, da automobilisti, anche quella. Sognando però, quando facciamo il pieno, che prima o poi qualche Governo, per trovare fondi. seppure per nobili cause, non raschi sempre il barile ma tagli gli sprechi della spesa pubblica, a cominciare dai privilegi della politica. Sarà anche demagogia, ma una volta tanto, come italiani, ci farebbe stare un po' meglio...
Salviamo la cultura raschiando il fondo del barile.
Il governo ha deciso di aumentare le accise sulla benzina di 1-2 centesimi per finanziare il Fondo unico dello spettacolo, che rischia di essere tagliato di 149 milioni di euro. Il sottosegretario Letta definisce questo aumento come un "piccolo sacrificio" che tutti gli italiani saranno disposti a fare. L'Adiconsum calcola che questo aumento porterà a un aumento del prezzo del carburante di circa 20 euro all'anno per un pieno. Il governo ha già imposto tasse elevate sui carburanti, con il 53,0% sul verde e il 46,0% sul gasolio, e si paragona a paesi come la Francia, la Germania e l'Olanda, che hanno tasse più elevate.
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