I 140 milioni per lo spettacolo da un aumento dei carburanti Cultura, si respira. Il Consiglio dei ministri ha reintegrato il Fus (Fondo unico dello Spettacolo) per l'anno in corso e garantito il tax credit, che diventa stabile e permanente. Accanto al ripiano delle risorse, l'impegno riformatore: è all'esame delle commissioni parlamentari un disegno di legge perla creazione di un nuovo sistema di erogazione dei fondi statali, sia quelli del Fus, sia quelli per il Cinema. Occorre evitare che si continui a investire senza regole certe. Il Fus torna a 428 milioni. Il sottosegretario Gianni Letta, annunciandolo al termine del Consiglio dei ministri, ha spiegato che al Fondo vengono assegnati 140 milioni, grazie ai quali arriverà di nuovo a quota 407. Con l'aggiunta di altri 26 milioni, già nelle disponibilità del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, si raggiunge appunto la cifra complessiva di 428. Salta l'aumento di un euro per i biglietti del cinema. I denari del reintegro giungeranno in maniera stabile, e quindi anche per i prossimi anni, da un leggerissimo aumento delle accise sulla benzina. La lunga battaglia degli uomini della Cultura è approdata a un risultato che autorizza il futuro ad esistere. Contestualmente, associazioni, categorie, ma soprattutto gli esponenti politici di ogni parte hanno cominciato la loro brava, prevedibile corsa: da una parte al merito; dall'altra, all'eccezione "in merito". Nella variegata galassia dei dichiaranti, nessuno è ovviamente scontento. Difficile non dare atto a Letta di aver combattuto, per un settore che gli è sempre stato a cuore, una dura e appassionata battaglia, coadiuvato dalla profonda conoscenza della "macchina" che Salvo Nastasi, direttore generale dello Spettacolo del Mibac, ha messo nel piatto. «Tutto bene quel che finisce bene - ha commentato il sempre cavalleresco Letta -. Il governo non solo è sensibile alla Cultura, ma è convinto che questo Paese non possa risorgere se non risollevandola e valorizzando altresì i propri beni artistici". Si tenga presente che Sandro Bondi, il ministro della Cultura uscente, se ne va in concomitanza con l'approvazione del reintegro del Fus. Mentre avanza, all'orizzonte del Mibac, Giancarlo Galan, ex titolare dell'Agricoltura, che mai avrebbe accettato il nuovo dicastero senza un portafoglio sufficientemente munito. E il ministro dell'Economia? Giulio Tremonti ha riassunto le sue nuove determinazioni nel brillante veni, vidi, capii con il quale ha lasciato il Teatro dell'Opera di Roma, qualche giorno fa, dopo essersi incontrato con Riccardo Muti. E qui (uomini delle istituzioni a parte, dal presidente del Consiglio ai vari ministri, dai sindaci ai funzionari di partito) occorre parlare del ruolo fondamentale (gliene dà atto lo stesso Letta) che ha avuto nella questione Riccardo Muti. Il maestro, che dirige stasera all'Opera la recita conclusiva del suo smagliante Nabucco romano, ha trasformato in un indimenticabile happening a favore della Cultura la sera della "prima", lo scorso 12 marzo, e in un dialogo fra grandi italiani la recita del 17, dedicata ai 150 anni dell'Unità nazionale alla presenza del Capo dello Stato. Il quale, nel suo discorso a camere riunite, aveva appena sottolineato il ruolo miliare, e protetto dalla Costituzione, della cultura e delle arti. Per non parlare delle sferzate che il maestro, lunedì pomeriggio, alla fine del concerto dei 150 anni nell'aula di Montecitorio, ha affibbiato ai rappresentanti delle istituzioni, richiamandoli ai valori alti della tradizione italiana, quelli riconosciuti ancora oggi all'estero, quelli per cui il nostro Paese è stimato e preso a modello. Può un artista smuovere le montagne? Riccardo Muti, dal quale Tremonti ha ascoltato parole gravi e serene sul disastro in cui musica e teatro si sarebbero venuti a trovare in mancanza di un intervento organico, dimostra che sì, è possibile. L'intreccio dei rapporti politici e l'impatto con l'avvento di un nuovo ministro hanno fatto il resto. Dopo il reintegro del Fus è stato sospeso lo sciopero programmato per domani da Cgil, Cisl, Uil, Fials. Alla Scala di Milano, ad esempio, si terrà la rappresentazione di Tosca prevista per venerdì. «Non saranno però di protesta ha detto Paolo Protti, presidente dell'Agis bensì di colloquio e di proposta. Abbiamo bisogno di leggi e di interventi strutturali, ma soprattutto di non vivere in uno stato di perenne emergenza». LA REGIA DI GIANNI LETTA Il sottosegretario si è battuto per un settore che gli è caro da sempre RICCARDO MUTI BACCHETTA MAGICA L'autorevolezza del maestro ferma la scure che stava per abbattersi sui teatri