CAGLIARI. L'archivio di Stato rischia di chiudere. I tagli imposti dal governo hanno messo in ginocchio l'attività e ora, con una lettera indirizzata ai ministri dell'economia Giulio Tremonti e dell'ambiente Giuliano Urbani, i responsabili della struttura chiedono un incontro per trovare una soluzione. In parallelo, il capogruppo in consiglio comunale della Margherita Tonino Serra ha chiesto in un'interrogazione che sindaco e assessore alla cultura si facciano portavoce davanti alla Regione e ai parlamentari sardi delle preoccupazioni che affligono il mondo culturale isolano. «L'assurdo di tutto questo spiega la direttrice Marinella Ferrai Cocco Ortu è che mentre il Ministero taglia i fondi, qui sono in corso lavori di ammodernamento per milioni di euro. A che servirà se dovessimo chiudere per esaurimento dei fondi?». Un'ipotesi, quella della chiusura, che la direttrice cerca di scacciare dalla mente: «Voglio sperare che le cose cambino e che magari con una ridistribuzione di risorse il pericolo si possa scongiurare». Altro che conservazione della memoria storica e patrimonio culturale fruibile a tutti. Tagli pesantissimi. L'archivio della città, messo alle strette già dall'anno scorso, per il 2003 dovrà sopportare un ulteriore sacrificio: dire addio alla sua partecipazione a 'Cagliari monumenti aperti', la manifestazione che svela ai visitatori storia e tesori della città. «Quest'anno i tagli arrivano anche al quaranta per cento spiega Marinella Ferrai Cocco Ortu, da sedici anni direttrice della se de provinciale dell'Archivio di Stato in questa situazione pensare a una qualunque programmazione diventa difficilissimo». E questa non è che un'ulteriore mazzata dopo quella arrivata nel 2002: «Solo per fare un esempio continua la direttrice l'anno scorso per i servizi di pulizia avevo chiesto circa 20 mila euro, ne sono arrivati meno di 14 mila». Le conseguenze? Sulla voce pulizie, ma è solo una delle tante, l'istituto ha dovuto chiedere all'impresa di limitare il suo intervento a una sola volta al giorno anche nei giorni di orario continuato, ed escludere il sabato, nonostante gli ufifci siano aperti anche in questo giorno. «Non è roba da poco fa notare la funzionaria in una struttura di questo tipo l'igiene è fondamentale». Sinora, nonostante i tagli, la politica seguita dalla direttrice è stata comunque quella di non scontentare mai l'utenza: «Ogni giorno continua qui vengono decine di studiosi che in meniera libera e gratuita, possono consultare il nostro vasto e inestimabile patrimonio. Perché mai dovrei impedire l'accesso ad una ricchezza che è un bene comune di tutti i sardi?». Si tratta di circa 22 mila pezzi che tra volumi, carte, pergamene e quant'altro, raccolgono la storia della Sardegna dal Medioevo sino alle epoche più recenti, il tutto distribuito su quattro piani che ospitano anche biblioteca, sala lettura, laboratorio di restauro e scuola d'archivistica, l'unica in Sardegna a rilasciare il diploma di specializzazione.
L'Archivio verso la chiusura: coi tagli della Finanziaria paralizzate tutte le attività
L'archivio di Stato di Cagliari è in pericolo di chiusura a causa dei tagli imposti dal governo. La direttrice dell'archivio, Marinella Ferrai Cocco Ortu, ha scritto una lettera ai ministri dell'economia e dell'ambiente chiedendo un incontro per trovare una soluzione. I tagli hanno messo in ginocchio l'attività dell'archivio, che è in corso di ammodernamento con fondi milioni di euro. La direttrice spera che le cose cambino e che il pericolo di chiusura possa essere scongiurato. L'archivio è stato colpito anche dalla mancanza di partecipazione a 'Cagliari monumenti aperti', una manifestazione che svela la storia e i tesori della città.
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