«È il ministero più bello, sono emozionato e mi aspetta un compito immenso» Era la «prima scelta» dell'ex doge dopo un anno alle Politiche Agricole ROMA. Il presidente della Repubblica ha firmato ieri il decreto con il quale, accettate le dimissioni di Sandro Bondi, nomina al suo posto Giancarlo Galan alla carica di Ministro dei Beni e Attività culturali. Il nuovo titolare, alle 18, era già al ministero dei Beni culturali per lo scambio di consegne. «Come vivo questo passaggio? Posso dire che il cuore di un uomo è un guazzabuglio». Citando Manzoni, ha parlato di «un misto di rimpianto e di paura per l'immensità del compito che mi aspetta». «Mi accingo con molto entusiasmo ad affrontare il nuovo compito. Negli ultimi venti giorni credo di aver fatto quello che non è riuscito in tanti anni ai miei predecessori sulla vicenda Federconsorzi che grazie al mio impegno dovrebbe presto vedere la sua conclusione». In realtà, nel giorno dell'addio di Bondi, sono arrivate al ministero le risorse per dare fiato alla cultura italiana. Un corposo salvagente lanciato da governo, complice gli appassionati appelli del maestro Muti e la regia sapiente di Gianni Letta. Salta l'aumento di un euro per i biglietti del cinema. I soldi arriveranno, in maniera stabile e quindi anche per i prossimi anni, da un nuovo aumento delle accise sulla benzina. Galan arriva dunque ai Beni Culturali, un ministero che lui stesso ha definito «il più bello». Non lo ha mai nascosto, neanche in queste settimane cariche di tam tam che lo davano pronto a subentrare. «Il ministero della cultura è il più affascinante» ha detto, «tutto si pub dire, ma non che mi manchino idee e fortuna, e nel settore della cultura ci vogliono». Un compito che nel contempo «fa tremare le vene ai polsi di chiunque abbia un minimo di giudizio». Il legame con il mondo delle attività culturali, d'altronde, è sempre stato uno dei «pallini» di Galan: nella fase finale del suo percorso di governatore del Veneto aveva tenuto per sé la delega alla cultura. Il destino politico, poi, complice la scelta di Berlusconi di lasciare la candidatura per la presidenza della regione al leghista Luca Zaia, l'aveva portato a Roma. Sul piano politico, non più tardi di qualche settimana fa si era detto pronto anche a scendere in campo per tornare a svolgere un ruolo diretto a livello territoriale a favore del Pdl veneto. «Mi dispiacerebbe lasciare il ministero dell'agricoltura perché mi sto divertendo - aveva detto qualche giorno fa -, sto anche facendo delle cose non male, lo sto gestendo in modo diverso dalla stragrande maggioranza dei miei predecessori». Adesso a capo del nuovo ministero dovrà fare i conti anche con la diffusa protesta del mondo della cultura per i tagli; ma non è escluso che possa riservare qualche sorpresa. «Non considero lungimirante - aveva detto a metà marzo - chi fa tagli in un settore che non è la ciliegina sulla torta dell'economia italiana ma è la torta stessa». Per far capire che per il settore non deve essere sottoposto a ragionieristici tagli lineari, era arrivato ad ammonire il ministro del Tesoro e dell'Economia, Tremonti: «I finanziamenti per la cultura - aveva dichiarato da Bruxelles - si discutono in Consiglio dei ministri E' il governo che decide che cosa sacrificare, se la cultura, l'agricoltura o l'istruzione, perché non si tratta del problema di chiedere i soldi a Tremonti. Nessuno deve essere un sottosegretario del ministro dell'Economia e io non lo sono di sicuro». Caloroso il passaggio delle consegne con Bondi, «è stato un incontro fra due amici, lui felice che venissi io al posto suo, io con un unico dispiacere in un momento di gioia, quello di venire al posto suo». Per oltre un'ora sono rimasti soli a porte chiuse nello studio privato al piano nobile del palazzo del Collegio Romano. E molte le felicitazioni giunte al neo ministro, da Vicenza Variati del Pd, dal Consiglio regionale il capogruppo dell'Idv Franchetto. Fino a tarda sera mancavano gli auguri del presidente Luca Zaia.
Via Bondi, Galan è ministro della Cultura
Il presidente della Repubblica ha firmato un decreto che nomina Giancarlo Galan al ruolo di Ministro dei Beni e Attività culturali, sostituendo Sandro Bondi. Galan ha espresso entusiasmo per il nuovo compito e ha affermato di essere pronto a affrontare le sfide che lo attendono. Il ministero della cultura è stato descritto come il "ministero più bello" da Galan, che ha definito il compito come "un misto di rimpianto e di paura" ma ha anche espresso la sua disponibilità a riservare "sorprese" per il settore della cultura.
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