Il Consiglio dei ministri accoglie la richiesta di Alemanno contro i tagli alla cultura «Con l'Anci ci metteremo attorno ad un tavolo per elaborare un pacchetto di proposte sulle quali ci confronteremo», afferma Gianni Alemanno. Dopo il reintegro del Fus, il sindaco di Roma ha spiegato che adesso «con il nuovo ministro si stratta di riprendere in mano ciò che è rimasto in sospeso». In pratica, «dopo aver fatto in modo che il mondo dello spettacolo delle fondazioni lirico-sinfoniche sopravvivessero si può pensare ad un ragionamento di riforma». «L'unità del sistema delle città che hanno fatto da architrave a questa smobilitazione», continua, «è stata fondamentale: tutto è partito dalla lettera che io e Chiamparino abbiamo mandato a Berlusconi. Poi c'è stato l'incontro con Tremonti e finalmente siamo giunti a questa conclusione positiva». Dopo il decreto legge del governo, arriva il plauso bipartisan Il sindaco Alemanno ce l'ha fatta. La sua strenua battaglia contro i tagli al Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) ha ottenuto l'effetto sperato e ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che reintegra i fondi che erano stati tolti al mondo della cultura. «L'intervento va ben oltre le nostre previsioni, infatti si interviene non soltanto sul Fus ma anche sui beni culturali, dando così una risposta concreta e definitiva a questi settori» dichiara il sindaco. «Credo che per ottenere questo risultato abbiano svolto un ruolo decisivo, oltre al mondo culturale, l'Anci e i sindacati del settore dello spettacolo», continua Alemanno, «ma, in tutto questo, voglio ringraziare in modo particolare il maestro Muti che con il suo autorevole intervento, nell'incontro avuto con Tremonti e il sottoscritto, ha avuto un ruolo decisivo per convincere il Ministro dell'Economia che non si trattava di un intervento assistenzialista ma di una misura necessaria per permettere la qualità e il merito nel mondo dello spettacolo e della cultura». Secondo il primo cittadino Tremonti ha mantenutola paro-la che aveva dato alla fine di quel colloquio, collaborando con Gianni Letta e con tutto il Governo per raggiungere gli obiettivi. Il giorno prima il sindaco aveva dichiarato che la Capitale avrebbe aderito alle mobilitazioni indette da Federculture, Agis, Anci, Upi, Conferenza delle Regioni e Fai: «Roma Capitale non può non essere schierata a difesa e a fianco del mondo della cultura e dello spettacolo. Santa Cecilia, il teatro dell'Opera e le tante accademie culturali, insieme all'enorme patrimonio di beni culturali che caratterizzano la nostra città devono essere tutelati a pieno titolo, e ciò ci impone di tenere la massima determinazione nel garantire scelte politiche e finanziarie adeguate da parte del Governo e del Parlamento». Fortunatamente la crisi è rientrata con l'approvazione in sede di Consiglio dei Ministri del decreto legge che a partire dal 2011 assegna al ministero per i Beni e le Attività culturali 236 milioni di euro, così ripartiti: 149 milioni di euro al Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali. «A normativa vigente», si legge nella nota del Mibac, «pertanto, le risorse del Ministero per i Beni e le Attività Culturali sono reintegrate in maniera stabile». L'impegno di Alemanno nella salvaguardia del patrimonio artistico e culturale del Paese e in particolare di Roma, ha ricevuto il plauso bipartisan: dal Pdl all'opposizione, tutti si sono complimentati per i risultati raggiunti. «Siamo soddisfatti della decisione del governo sul reintegro dei Fondi Fus», afferma il presidente della Regione Renata Polverini. «Eravamo fiduciosi che sarebbe stato mantenuto questo impegno. Ora attendiamo di verificare nel merito le norme, ma la volontà di non penalizzare il mondo della cultura e dello spettacolo è un fatto importante che dimostra l'attenzione ad un comparto strategico per il nostro Paese che non può rinunciare ad investire nella cultura di cui è straordinario custode e promotore». Il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha detto, in merito al reintegro del Fus, che si tratta «di una grande vittoria del mondo della cultura che, dopo mesi di mobilitazioni e dopo aver gridato allo scandalo per i tagli a un settore che produce grande ricchezza nel nostro Paese, ha raggiunto un traguardo importantissimo».
Reintegrato il fondo per lo spettacolo. Gianni strappa a Giulio 150 milioni
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che reintegra i fondi del Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus) e dei beni culturali. La decisione è stata raggiunta dopo mesi di mobilitazioni e pressione del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e del mondo culturale. Il decreto legge assegna 236 milioni di euro al ministero per i Beni e le Attività culturali, di cui 149 milioni di euro al Fus, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali. La decisione è stata accolta con plauso bipartisan, anche dall'opposizione.
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