L'uscente: Ha confermato le dimissioni anche dopo la mozione di sfiducia bocciata Il nuovo: Avrà le risorse ma lui assicura: «I fondi si trovano con idee e progetti sostenibili» ROMA. Sandro Bondi lascia per Giancarlo Galan. Non che non fosse ampiamente annunciato il passaggio di testimone ai Beni culturali, eppure non manca il pathos a sottolinearlo. Il passo di addio del ministro che aveva visto bocciata la mozione di sfiducia contro di lui (mettendo poi ugualmente a disposizione il suo incarico) viene salutato da un applauso nel Consiglio dei ministri che ha anche approvato - finalmente - il decreto per i fondi alla cultura. Gianni Letta arriva in sala stampa proprio per testimoniarlo: «Normalmente non lo faccio, ma oggi c'è un motivo particolare dice il sottosegretario alla Presidenza perché dopo aver lavorato con me e Tremonti alla redazione del decreto sino a stanotte, Bondi ha confermato le dimissioni con una nobilissima lettera che ho avuto il piacere e l'onore di leggere in Consiglio dei ministri». Lettera in cui il ministro ormai ex non rinuncia a mettere nero su bianco la sua amarezza «per i ripetuti appelli rimasti inascoltati».Al suo posto arriva l'ex ministro delle Politiche agricole ed ex governatore del Veneto, che soprattutto in questa veste aveva sempre avuto un occhio di riguardo proprio per la cultura, tanto che, a dire il vero, proprio di Beni culturali si era un primo momento parlato, per Galan, un anno e mezzo fa, salvo poi a dover ripiegare sullo scambio "alla pari" con Luca Zaia, che gli era subentrato come presidente in Veneto. Ora, annuncia Letta, c'è «la soddisfazione per un risultato comunque raggiunto che consentirà al nuovo ministro di lavorare con la necessaria tranquillità».«Se quei fondi fossero arrivati prima forse Bondi sarebbe ancora al suo posto», dice però Rocco Buttiglione, che fu il più recalcitrante nel sostegno alla mozione anti Bondi delle opposizioni. Per il ministro che lascia il riconoscimento anche d Berlusconi: «Sono grato a Bondi per avere guidato il dicastero dei Beni culturali con formidabile passione, competenza e sensibilità», dice il presidente del Consiglio. E un pensiero anche al dicastero lasciato da Galan, che - arrivatoci non certo per sua scelta - poi vi si era dedicato con passione, mostrando, ora, una certa riluttanza a lasciarlo: «A Galan continua il premier va il ringraziamento per il lavoro svolto come responsabile dell'Agricoltura. Sono certo che svolgerà in modo eccellente anche il nuovo incarico ai Beni culturali». Galan ricorda la legge sull'etichettatura obbligatoria e la prudente riapertura agli ogm come i due provvedimenti simbolici nella sua pur non lunga permanenza alle Politiche agricole. Ma sul suo nuovo incarico mostra già idee chiare: «I fondi dice si trovano con idee e progetti sostenibili». Idee, progetti e sponsor, insomma (sul modello Veneto) per la Cultura targata Galan.
Ai Beni culturali è staffetta tra Bondi e Galan
Il ministro uscente Sandro Bondi ha confermato le sue dimissioni dopo la mozione di sfiducia bocciata nel Consiglio dei ministri. Il nuovo ministro Giancarlo Galan sarà dotato di risorse per lavorare con tranquillità. Il passaggio di testimone è stato salutato con un applauso nel Consiglio dei ministri. Il ministro uscente ha scritto una lettera di dimissioni in cui ha espresso la sua amarezza per gli appelli rimasti inascoltati. Il nuovo ministro ha annunciato che i fondi per la cultura si trovano con idee e progetti sostenibili. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ringraziato Bondi per il suo lavoro e ha augurato al nuovo ministro di fare un buon lavoro.
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