Variazioni al regolamento per andare incontro alle famiglie POGGIO A CAIANO. Si ammorbidisce la deroga al limite minimo dei settanta metri quadrati di superficie per alloggio. Nei frazionamenti dovuti a esigenze familiari non varrà più la regola del settanta più cinquanta, ma bensì quella del sessanta più sessanta. Ecco uno dei cambiamenti apportati al regolamento urbanistico del Comune grazie alla procedimento di variante al piano strutturale per la riqualificazione di via Granaio. Non è una rivoluzione epocale perché in tutti gli altri casi la regola dei settanta metri quadrati è sempre valida, ma è un comunque un passo in avanti per venire incontro alle esigenze delle famiglie poggesi le cui case, nella maggior parte dei casi, presentano una tipologia architettonica (terratetto) che mal si adattava alla regola del settanta più cinquanta che di conseguenza era finita nell'occhio del ciclone. Tale cambiamento è un invito a nozze per la consigliera Pdl Cristina Attucci che da tempo conduce una battaglia contro i principi cardini di questo ruc: «Il sindaco che si è sempre affannato a dichiarare che a Poggio a Caiano non c'erano problemi di urbanistica, oggi con le modifiche sostanziali che ha deciso di apportare al regolamento urbanistico, di fatto ammette che la revisione era necessaria, non solo per errori formali, ma anche per rivedere concetti importanti». C'è anche un'altra novità che piacerà soprattutto a chi ha commesso qualche abuso: l'introduzione di una tolleranza del più o meno 15 del volume dell'immobile, una tantum, nel caso non sia rispettata la doppia conformità. «Ciò permetterà ai cittadini poggesi di sanare eventuali non conformità fra il volume edificatorio calcolato sulle vecchie planimetrie e quelle attuali. - spiega la Attucci - In questo modo non viene più applicata una sanzione pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile, ma una sanzione che sana "l'abuso» non inferiore a 516 euro. Si tratta di modiche sostanziali e non di semplici correzioni; adesso i cittadini potranno, forse, avvicinarsi all'ufficio tecnico senza il timore di vedersi applicare sanzioni astronomiche o addirittura vedersi denunciare per abuso edilizio con ordinanza di demolizione. Ci sono voluti tre anni di discussioni con un'amministrazione che faceva orecchi da mercante sull'urbanistica, impegnata a difendere il suo operato più che a verificare le reali esigenze dei cittadini. In questi anni l'amministrazione ha applicato sanzioni pesanti che probabilmente con queste modifiche al regolamento urbanistico potevano essere evitate».