Più di 200 quintali ricopriranno la struttura di legno in piazzetta Reale Arriva dalla Sicilia e non sarà trattato A fine esposizione resterà al Comune per linverno In una piazza diversa (ma Reale) rispetto alla principale (Duomo) dove sarebbe dovuta originariamente andare, la Montagna del Sale comincia a crescere. Linstallazione di Mimmo Paladino - che introdurrà la retrospettiva a Palazzo Reale, inaugurazione il 4 aprile, curata da Flavio Arensi - è in allestimento e chiunque può seguire le fasi di costruzione dellopera oltre le transenne. Trenta metri di diametro per dieci di altezza, impegnerà 150 quintali di sale grosso, candido e di ottima qualità (fornito da Italkali, azienda che estrae il minerale dalle miniere di Racalmuto e Realmonte in provincia di Agrigento e nella miniera di Petralia in provincia di Palermo) più altri 100 previsti per le aggiunte che serviranno a tenere linstallazione sempre al meglio della sua forma, visto che resterà in piazzetta Reale ufficialmente fino al 10 luglio ma forse anche di più. Ma come viene montata lopera? Prima unimpalcatura in ferro, sopra la quale viene costruita una struttura di legno. Una volta realizzata la montagna di legno verrà versato il minerale, creando uno spessore di 15, 20 centimetri. Ultimo elemento finale, le sculture. Sul bianco abbagliante della montagna salina si staglieranno trenta frammenti scultorei, cavalli interi e parti di cavalli, tutti rigorosamente neri. Ogni tanto, poi, verrà versato sale in aggiunta, per fa sì che lo strato resti brillante e della stessa altezza. Finita lesposizione e smontata, parte dellopera servirà come antidoto al ghiaccio: tutto il sale rimasto finirà nei depositi del Comune, per essere sparso e dissolto nelle vie di Milano nei prossimi freddi inverni. «Da quindici anni la Montagna non esisteva più, non era in un deposito - dice Mimmo Paladino - Ora ricompare a Milano come unapparizione proprio in concomitanza dei 150 anni dellUnità dItalia, con il sale siciliano che arriva al nord». Creata ed esposta per la prima volta nel 1990 nella distrutta Gibellina per la scenografia teatrale di uno spettacolo di Elio De Capitani, la Montagna è stata allestita poi come opera scultorea autonoma in piazza Plebiscito a Napoli nel 1995. «Appare e riappare ma conserva il suo senso epico, con i cavalli che sprofondano ed emergono da questo mare di luce creato dal riverbero del sale bianco, e con lo stesso dinamismo che comunica gioia e dramma - aggiunge Paladino - . Spero che i milanesi la apprezzino tanto quanto i napoletani». Che il sale se lo portavano a casa, anche se naturalmente non si poteva, «perché porta bene, è scaramantico, un tempo era un elemento prezioso, pensiamo solo alla via del sale». E più di una volta i ragazzini furono sorpresi «a tentare di scivolare sopra la Montagna» racconta lartista. Paladino assicura anche che, in caso di pioggia, la scultura non si scioglierà come neve al sole. «Anzi, la pioggia compatta il sale» spiega. E sullo spostamento della sua opera, per decisione della sovrintendenza, dalla principale piazza Duomo alla più piccola piazzetta Reale dice: «Davanti alla facciata del Duomo la scultura aveva un significato preciso, anche la cattedrale è architettura della luce, con il suo marmo bianco. Qui non è distante, è di lato, e non soffre, anche se è meno illuminata, però.... Non averla potuta montare nella piazza principale della città, sì, resta per me un punto amaro».