Il Fondo per lambiente sabato e domenica organizza mostre, eventi visite in palazzi e dimore simboli dellUnità dItalia Da ammirare la Prefettura e la soprintendenza ai beni architettonici "Siamo tutti fratelli dItalia" recita lo slogan delle giornate di primavera del FAI, il Fondo per lambiente Italiano nellanno delle celebrazioni dellunità nazionale. E i capolavori architettonici che si aprono alle città ripercorrono le vicende di quel lontano 1861. Sono 660 i beni della fondazione aperti sabato e domenica in tutta Italia, e a Bologna le scelte della delegazione e della sua neo responsabile Francesca Pagnini sono ricadute su alcuni palazzi e residenze solitamente non accessibili al pubblico, illustrati da un folto gruppo di 120 studenti dei licei bolognesi, apprendisti ciceroni. Si parte da Palazzo Caprara, attuale sede della prefettura (piazza IV novembre 24) "simbolo del passaggio dei poteri" come sottolinea Pagnini. Fu la famiglia di cui porta il nome a commissionarne la costruzione nel 1561 ma, nel 1806 il palazzo passa di proprietà nientemeno che a Napoleone Bonaparte che lo acquista per una somma, si disse allora, "pagata non tanto a titolo di prezzo quanto di soccorso per mettere il Caprara in grado di pagare molti debiti". Napoleone donò ledificio alla nipote Josephine e da qui, di proprietario in proprietario, è arrivato allo stato italiano che, nel 1927, ne fece la sede della prefettura. Le tempere di Antonio Paltronieri nel salone della guardia sono andate distrutte durante la seconda guerra mondiale ma restano da vedere la sala da pranzo con teatrino per lorchestra, il salone degli specchi e le camere che hanno ospitato la famiglia Bonaparte (visite guidate dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30). Da qui basta attraversare la strada per trovarsi a palazzo Marescalchi, sede della soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Bologna, Modena e Reggio. Anche se il palazzo non è fra quelli patrimonio del FAI, ospita per loccasione la mostra fotografica "Locchio della memoria - I luoghi della storia" che rievoca i luoghi, i protagonisti e gli eventi che furono preludio allunità dItalia attraverso le immagini di Andrea Santucci. In più la soprintendenza organizza per i curiosi quattro visite guidate al palazzo, alle 10, alle 12, alle 15 e alle 17. Vista loccasione non potevano naturalmente mancare le visite al museo del Risorgimento, ospitato dal 1990 nella casa di Carducci. Nelle sale di piazza Carducci 5 sono raccolti oggetti e documenti ordinati in un percorso che va dalla rivoluzione francese fino alla prima guerra mondiale: ci sono le armi di Gioacchino Murat o le uniformi e le bandiere dei garibaldini o, anche, i cimeli appartenuti a Ugo Bassi (visite guidate dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30). Lultima tappa è a San Lazzaro dove viene aperto al pubblico Palazzo del bosco, oggi abitazione privata della famiglia Frediani, che fu residenza di Carlo Berti Pichat, eroe del risorgimento e primo sindaco per comune bolognese.