Assenti gli imputati il pm si oppone alla richiesta del prof E il liquidatore gli pignora lo stipendio Seduto in ultima fila, a fianco del suo avvocato di sempre, Gianluca Vitale, Nitish non si perde una parola, lo sguardo attento, gli occhi bassi e schivi quando scattano a raffica i flash dei fotografi. «Il processo sarà lungo e pesante - dice lex maggiordomo di Giuliano Soria, il ragazzo che ha messo in moto la valanga giudiziaria - ma sono contento. Si andrà a fondo. Oggi si discutono solo le questioni preliminari. Sono riuscito a capire tutto o quasi». Lui, che intanto ha trovato lavoro in un hotel e ha avuto il permesso di soggiorno in sanatoria, in aula 47 cè. Alla prima udienza per lo scandalo Grinzane mancano invece i tre imputati eccellenti, il professor Soria, il fratello Angelo, lo chef Bruno Libralon. La presidente del collegio giudicante, Paola Trovati, li dichiara contumaci. E si prosegue. I difensori dellex patron del Premio, Luca Gastini e Aldo Mirate, tornano a chiedere il patteggiamento. Propongono, cambiati gli addendi, la stessa pena ipotizzata in udienza preliminare. Quattro anni e tre mesi, meno un anno scorporato per lindulto, con la prospettiva di poter poi ottenere una misura alternativa al carcere. Per loro uno dei reati perno dellaccusa, il peculato, è "solo" abuso dufficio. I pm Stefano Demontis, Valerio Longi e Gabriella Viglione rinnovano il parere negativo. I giudici decideranno a conclusione del dibattimento, dichiarato formalmente aperto. Lunico sussulto della mattinata è la costituzione di parte civile del ministero dei Beni culturali e dellAgenzia delle entrate Piemonte. «Ci abbiamo messo un po, perché i calcoli da fare erano complessi», è la spiegazione dellavvocato dello Stato Mauro Prinzivalli. Roma lamenta un danno di 924 mila euro, i finanziamenti per cui Soria non ha presentato rendicontazione, «utilizzati per gli scopi più disparati». Il fisco stima in 533 mila euro le tasse e le imposte non versate dallo chef Bruno Libralon. La Regione si era già costituita parte civile a giugno, alludienza preliminare, tre mesi dopo lelezione della nuova giunta. Luscita di Mercedes Bresso, di cui è stato richiesto lesame come testimone, da due difese, non ha portato a scossoni. Il mandato è rimasto allo stesso avvocato indicato da lei, Alberto Mittone. Il processo riprenderà il 7 aprile. A sfilare, raccontando abusi e vessazioni e umiliazioni, saranno il maggiordomo Nitish, la ex collaboratrice Laura Giudici e il domestico Abdool Ahud Saidemeerash. Per quella data verranno rese disponibili le trascrizioni integrali delle intercettazioni telefoniche, mattoni in più per consolidare le contestazioni. Una sfilza. I capi di imputazione contestati a diverso titolo sono talmente tanti - dal peculato alla violenza sessuale, dal favoreggiamento dellimmigrazione clandestina allevasione fiscale, dalla malversazione alle truffe - che per rubricarli per lettera non è bastato lalfabeto. Il grande assente, lex patron del Grinzane, assiste ad altro, arroccato con mamma Iolanda al terzo piano dello stabile di via Montebello 21: il viavai dei camion traslochi che portano via mobili e arredi acquistati dalla Fondazione Bottari-Lattes, assieme ai resti del Premio. Il liquidatore Enrico Stasi gli ha dato un altro dispiacere: gli ha fatto pignorare un quinto dello stipendio da professore universitario, allateneo di Roma Tre.