La controffensiva di Formigoni per lacquisto dei terreni ipoteca il comando sul 2015 Vacilla il comodato duso scelto dal Comune A rischio per le opere 232 milioni da Provincia e Camera di commercio: il piano della Regione aiuterebbe a tamponare il buco nei conti Summit tra il governatore e Podestà, mentre il sindaco cerca lasse con il premier Masseroli: "Si lavora su entrambe le ipotesi" A lanciare con più forza lallarme, non a caso, è Roberto Formigoni. Perché il conto che dovranno pagare i soci locali per realizzare Expo è alto: in tutto 680 milioni di euro. Peccato che la Provincia abbia già messo in discussione i 132 milioni di euro che dovrà versare da qui al 2015. E che la Camera di commercio non possa garantire i fondi per le infrastrutture, che ammontano a quasi 100 milioni di euro. Chi ripianerà quelle perdite? Non il governo, che ha assicurato il suo intero stanziamento (825 milioni di euro) ma non sembra disposto a coprire altre spese. Cosa fare? Con una società (la newco) che possiede un bene come quel milione di metri quadrati a Rho-Pero, la Regione è convinta di poter innescare un meccanismo in grado anche di rendere finanziabile il progetto, alleggerendo la pressione sugli enti locali. E proprio questa potrebbe essere la chiave per forzare le resistenze di Letizia Moratti. Finora, il sindaco-commissario ha sempre voluto seguire la strada del comodato duso senza riuscire ancora a chiudere laccordo. Di fronte allultimo assalto di Formigoni, però, potrebbe cambiare idea. E acconsentire alla newco in nome dellinteresse di Expo. Secondo molti, bisogna soltanto che le diplomazie lavorino per non farlo sembrare un passo indietro del sindaco-candidato. Sembrava aver vinto, Letizia Moratti. A ottobre, quando la vicenda delle aree appariva definitivamente risolta e laccordo a tre tra Comune, Provincia e Regione siglato. Ma dopo cinque mesi si è riaperto lo scontro e la newco è tornata di nuovo sul tavolo delle trattative. Un piano mai accantonato dal Pirellone, che punterebbe però anche a ipotecare il comando sul 2015 con la gestione dei cantieri futuri. In quel caso potrebbe riemergere il protagonismo di Infrastrutture lombarde. Un segnale? Tutti hanno notato la presenza di Antonio Rognoni, il potente direttore generale della spa della Regione, allincontro tra i soci di Expo e lAgenzia del territorio, chiamata a fare una perizia sulle aree di Rho-Pero. Il sindaco, a Milano, è "accerchiata". E non soltanto dal Pirellone che spinge per la soluzione della società mista (in mano pubblica sarebbe il 51) e privata. Anche Guido Podestà, adesso, di fronte allimpasse sul comodato, apre allipotesi della Regione e ha fissato a brevissimo un incontro con Formigoni. Sarà anche per questo che Letizia Moratti, come sempre quando si trova in un angolo, potrebbe cercare la sponda di Roma. Ecco la sua dichiarazione di ieri: «LExpo - ha detto Moratti parlando dei fondi della Provincia - è un programma nazionale, va visto in questottica e in questottica credo che troveremo tutte le soluzioni». Letizia Moratti proverà a cercare appoggio nei vari Letta e Tremonti, ma il governo non concederà altri fondi. Così come non sembra voler interferire nella questione delle aree: vedetevela voi, a Milano. Cosa fare? Le elezioni sono vicine e il sindaco-candidato non può perdere lappoggio di Formigoni per le urne. I cantieri di Expo, poi, non possono più attendere. Cè meno di un mese per rimettere in piedi il progetto e vedere se riesce a correre. Come? Più passa il tempo e più la newco prende forza. È tornata lì, di nuovo una strada aperta e parallela a quella del comodato. In realtà non se ne sarebbe dovuto neppure più parlare. Lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli, ciellino e dunque vicino sia al sindaco che a Formigoni, non si sbilancia, ma ammette: «Stiamo lavorando su entrambe le ipotesi - dice - lobiettivo non è scegliere per partito preso una via o laltra, ma la migliore che ci porti a risolvere la questione entro la fine del mandato». Ancora tutto aperto, come cinque mesi fa. «Qualsiasi sia il percorso che si voglia seguire - aggiunge - è necessario avere la valutazione dellAgenzia del territorio». Serve una stima del valore di quei terreni, insomma, per capire il prezzo della quota pubblica per lacquisto o il contributo che i privati dovrebbero dare con il comodato duso. Se lAgenzia riterrà questultimo insufficiente, la newco apparirà lasso obbligato. E, a quel punto, anche Letizia Moratti potrebbe calarlo. In nome di Expo. E della sua ricandidatura. Finora il sindaco non ha mai voluto forzare sulla strada solitaria, cercando un accordo con tutti i soci. Perché farlo adesso, sotto elezioni?