ARTE. Il restauro fa riscoprire un'opera ora alla mostra sul maestro È attribuibile a Ridolfo del Ghirlandaio, o quanto meno alla sua bottega, la Madonna con bambino e San Giovannino, dipinto recuperato da un magazzino e riconosciuto solo dopo il restauro. L'opera era stata acquistata nel 1965 dalla Cassa di risparmio di Firenze, come tavola di scuola toscana del XVI secolo. Le precarie condizioni (il dipinto era assai scuro e sporco) l'avevano fatta giudicare di scarsa qualità. Dopo essere stata usata per arredare gli uffici della banca, l'opera era finita in magazzino e nessuno pensò che valesse la pena ripulirla. A riscattarla dall'oblio è stata, indirettamente, la decisione dell'ente Cassa di Risparmio di catalogare in digitale i dipinti della collezione, un progetto che ha consentito numerosi restauri attesi anche da decenni. L'intervento, guidato da Sabrina Cassi e Gianmaria Scenini, ha riportato alla luce colori e qualità pittorica, con ricchezza di sfumature e tonalità. La scena è ambientata in un interno con una finestra aperta su un paesaggio campestre, soluzione compositiva in linea con i modelli del primo Cinquecento codificati da Raffaello, Leonardo e Fra' Bartolomeo. Per la storica dell'arte Annamaria Bernacchioni, il dipinto risale appunto al periodo 1520-1540 ed è un esempio significativo del gusto tradizionalista della pittura fiorentina di quegli anni, «espressione dei linguaggi proposti dalla bottega di Ridolfo, legittimo erede artistico del padre Domenico». L'opera, fino al primo maggio, è esposta al Castello dell'Acciaiolo, la location principale della mostra intitolata «Ghirlandaio. Una famiglia di pittori del Rinascimento tra Scandicci e Firenze».
Capolavoro del Ghirlandaio era sepolto in un magazzino
La Madonna con bambino e San Giovannino è un dipinto attribuito a Ridolfo del Ghirlandaio o alla sua bottega. L'opera era stata acquistata nel 1965 dalla Cassa di risparmio di Firenze e era stata giudicata di scarsa qualità a causa delle precarie condizioni. Dopo essere stata usata per arredare gli uffici della banca, l'opera era finita in magazzino. Il restauro, guidato da Sabrina Cassi e Gianmaria Scenini, ha riportato alla luce colori e qualità pittorica, con ricchezza di sfumature e tonalità. L'opera risale al periodo 1520-1540 e rappresenta un esempio significativo del gusto tradizionalista della pittura fiorentina di quegli anni.
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