Degrado e vandalismo Non tifosi né innamorati a imbrattare i muri: l'ultimo schiaffo a piazza Dante porta la firma dei «nemici» dell'Unità d'Italia. Armati di vernice e pennelli i nostalgici dei Borbone hanno scritto «Viva i briganti». La scritta l'hanno impressa con lettere della grandezza di un metro ognuna sulle colonne dell'emiciclo del Convitto nazionale Vittorio Emanuele. Stavolta lo sfregio non porta la solita firma idiota dei gruppi organizzati di tifosi, e nemmeno quella stupidamente melensa degli innamorati: l'ultimo schiaffo a piazza Dante è legato all'attualità, alle recenti celebrazioni per l'unità d'Italia e alle conseguenti polemiche. Vernice e pennello sono stati usati per scrivere «Viva i briganti», che potrebbe essere anche un tema sul quale provare a confrontarsi, se fosse scritto su un volantino. Il fatto è che la mano (o le mani) anonima entrata in azione l'altra notte non ha resistito alla tentazione di umiliare la città e quella scritta l'ha impressa con lettere della grandezza di un metro ognuna, sul colonnato di piazza Dante. Ogni colonna una lettera: «v» sulla prima a sinistra, «i» su quella di fianco, fino a comporre l'intera frase «viva i briganti», coprendo tredici colonne e lasciando libere, come gli spazi sulla tastiera del computer, quelle fra una parola e l'altra. Della sgradita sorpresa s'è accorto Alberto Patruno, presidente della seconda municipalità il quale ha l'ufficio che affaccia direttamente sulla piazza. È entrato nella sua stanza, ha guardato verso il basso e s'è ritrovato a leggere quella scritta fatta con la pittura bianca. Ha cercato di attivarsi subito: di trovare qualcuno in grado di rimuovere lo sfregio in tempi rapidi. Ma s'è arenato di fronte alla burocrazia che impone di contattare esclusivamente personale specializzato per eseguire certe operazioni, così ha deciso semplicemente di denunciare l'accaduto, nella speranza che ci siano rapidi interventi di pulizia, e che possano partire indagini da parte delle forze dell'ordine per cercare di individuare i colpevoli. In piazza ci sono telecamere, le immagini potrebbero essere acquisite in caso di apertura di indagini. Ma è lo stesso Patruno a non credere nella possibilità che qualcuno paghi per l'ennesimo sfregio alla città. Piazza Dante è, da sempre, meta preferita di teppisti e writers, La maggior parte di loro si accanisce sulla statua del sommo poeta che troneggia al centro della piazza. Il basamento é interamente ricoperto da firme, messaggi, scritte d'amore, frasi oscene, nomi di politici e attori: molte associazioni hanno denunciato quello scempio e proprio la municipalità sta preparando un progetto di ripulitura della statua. Un'altra, immensa, scritta, da tempo umiliala parte inferiore di Port'Alba: un intero muro è ricoperto d'azzurro e all'interno c'è il nome di un gruppo ultras dello stadio San Paolo. Anche la denuncia per quello scempio, presentata almeno tre anni fa, è caduta nel vuoto. La scritta è rimasta al suo posto, simbolo della «distrazione» di chi dovrebbe provvedere a cancellare i segni della stupidità. Il luogo nel quale è comparsa la scritta in favore dei briganti ha una valenza fortemente simbolica. Fino ai giorni dell'unità d'Italia anello slargo si chiamava «Foro Carotino». Progettata da Vanvitelli alla metà del 1700 in sostituzione dell'antico largo Mercatello per celebrare la grandezza di Carlo di Borbone, la piazza venne «rinominata» nel 1871 in seguito all'unificazione della Nazione. C'era una impellente smania di cancellare i legami con il passato borbonico, così il foro Carolino diventò piazza Dante e venne commissionata una statua del poeta al grande Tito Angelini sulla base della quale venne eseguita l'incisione «All'unità d'Italia raffigurata in Dante Alighieri». Piazza Dante come luogo simbolo per chi vuole imporre una revisione della storia, dunque: però nessun tipo di richiesta può giustificare l'oltraggio compiuto con pennello e vernice a quel colonnato antico. Infine un particolare curioso: nonostante l'«immensità» della scritta, nessuno dei passanti di piazza Dante ieri mattina sembrava essersi accorto dello sfregio. «È così malridotta la piazza che certe cose non si notano più», hanno detto quasi tutti i passanti. Anche questo è un segnale imbarazzante: siamo troppo abituati al degrado. Via ai lavori di restyling per la statua del Poeta I lavori per ripulire dalle scritte la statua di Dante che si trova al centro della piazza stanno per partire. Entro una settimana verrà avviato il cantiere nel quale si lavorerà per un paio di mesi per cancellare lo scempio di penne e pennarelli. La statua verrà ripulita a spese di una società privata che, in cambio di pubblicità pagherà l'intervento dei restauratori. Si tratta di una iniziativa della seconda municipalità: il presidente Alberto Patruno è stato il primo amministratore della città a sfruttare la possibilità di coinvolgere i privati nel restauro dei monumenti. Il primo intervento è stato effettuato alla statua di Paolo Emilio Imbriani che si trova a piazza Mazzini. Quella pulizia è quasi terminata: i lavori hanno avuto un po' di ritardo per colpa di un gruppo di teppisti che un paio di settimane fa ha danneggiato il volto della statua colpendola con una spranga di ferro. Il restauro della statua di Dante Alighieri sarà effettuato a spese della Rex di Arzano che ha partecipato a un bando pubblico presentando la migliore offerta.