L'assessore Placidi attacca: neppure il Ministero ha stanziato fondi L'AQUILA. «Finora non è stato stanziato neppure un centesimo per il recupero dei monumenti danneggiati dal sisma». La denuncia, fortissima, arriva da Vladimiro Placidi, assessore comunale alla ricostruzione dei beni culturali, che punta il dito contro il Ministero «che, pur disponendo di ingenti somme residue, non ha ritenuto di dover aprire alcuna linea di finanziamento sia ordinaria che straordinaria per il restauro ricostruttivo dei nostri monumenti». «La "lista di nozze", tanto propagandata durante e dopo il G8, è ormai ridotta al lumicino. Pochissime le Nazioni che hanno mantenuto gli impegni allora assunti» spiega l'assessore Placidi. «La Francia donerà la metà dei fondi necessari per il recupero della cupola della chiesa delle Anime Sante. C'è poi il Kazakistan, che si occuperà del restauro di San Giuseppe dei Minimi, mentre la Russia dovrebbe finanziare (ma non c'è ancora il sì definitivo) la sistemazione di palazzo Ardinghelli Tutto qui. E neppure il "ripasso" della lista, incarico che il ministero degli Esteri ha affidato alla dottoressa Fabrizia Aquilio, sembra aver sortito gli effetti sperati Insomma, per i monumenti non ci sono donazioni. Un'operazione che si è rivelata un flop!. E ad alimentare il pessimismo, c'è anche la totale assenza del ministero dei Beni culturali che non ha aperto alcuna linea specifica di finanziamento per L'Aquila. Ciò significa» aggiunge Placidi «che per ogni intervento che si andrà a fare bisognerà attingere ai fondi per la ricostruzione, o meglio a quei complessivi 4 miliardi di euro finora stanziati. Una situazione che ha dell'incredibile, considerata l'ampiezza del territorio devastato dal sisma dove insistono oltre duemila gioielli tra chiese, palazzi e castelli da recuperare. Ma finora, per i monumenti, tutto poggia sui fondi della ricostruzione e, dunque, è facile capire la gravità del problema. E necessario distinguere le linee di finanziamento. Il restauro dei monumenti è un obbligo perché solo così la comunità potrà mantenere la sua identità storico-culturale. In Umbria e nelle Marche, dopo appena 11 mesi dal terremoto furono stanziati, per i beni culturali, 300 miliardi di vecchie lire e poi altri 300. Qui, invece, abbiamo avuto dalla struttura commissariale appena 15 milioni di euro da destinare ai puntellamenti. Ad abbondare all'Aquila sono solo i commissari. Per l'assessore comunale, «si tratta di cattiva volontà e non di mancanza di soldi. Il Ministero, che continua a fare tagli, ha in cassa 500 milioni di euro non spesi. Un fatto denunciato lo scorso anno anche da Eurispes e appena qualche mese fa dalla Fondazione Astrid. L'esistenza di questi fondi non spesi» continua Placidi «è stata certificata anche nel corso di una recente audizione, a porte chiuse, del ministro in carica e dei quattro che lo hanno preceduto. Il Ministero potrebbe destinare parte di quei fondi all'Aquila, magari nella misura di 25-30 milioni di euro all'anno. Molti interventi potrebbero partire subito, il castello ad esempio è uno di questi». Una situazione a tinte fosche, quella tratteggiata dall'assessore Vladimiro Placidi che chiede lumi anche sul ruolo delle Soprintendenze «sovrastate dalla presenza di un vice commissario».