Muti esorta i politici. Risponde Berlusconi che assicura più fondi per il Fus Il maestro Riccardo Muti ieri alla Camera dei deputati A Roma si scatena la rabbia dei musicisti premi Oscar Piovani e Morricone. In fermento tutto il settore Roma. "La cultura deve essere sempre sostenuta dalle Istituzioni. Spiace dover rilevare che non sempre ciò è avvenuto". In una settimana che, crisi libica permettendo, si annuncia di piena mobilitazione per il settore, arriva dal presidente della Camera Gianfranco Fini un nuovo sostegno alle ragioni della cultura mortificata dai tagli della finanziaria. Con il conforto ancora una volta di un appassionato Riccardo Muti. Fini parla a Montecitorio prima dell'inizio del Concerto per i 150 anni dell'Unità d'Italia diretto in aula da Riccardo Muti E alla fine arriva l'impegno del premier Berlusconi a ridurre i tagli della Finanziaria sul Fus. Dopo Tremonti, è il capo del governo in persona a rassicurare il mondo dello spettacolo. "Abbiamo in programma entro 15 giorni una sessione particolare con tutti i ministri e con Tremonti per vedere di ridurre i tagli del Fus", annuncia il premier da Torino. "Vogliamo consentire a teatri come la Scala, il Regio, il Petruzzelli, di continuare nella loro meritoria attività. Anche per Torino ci sarà un incremento dei fondi a disposizione": A fare il miracolo - se miracolo sarà e non uno "spot" come denuncia incredulo il diessino Vmcenzo Vita - è stato ancora una volta il maestro Muti, ormai eroe riconosciuto della cultura italiana martoriata dai tagli. In Aula alla Camera, dove anche il presidente Fini introducendo il suo concerto per i 150 anni dell'Unità d'Italia aveva speso parole per un settore che le istituzioni "non sempre" hanno sostenuto come si dovrebbe, il maestro, posata la bacchetta, è tornato a pronunciare parole appassionate: "Mi auguro che questo giorno di primavera porti una nuova primavera anche per la cultura", ha detto. Gli applausi arrivano scroscianti, come già erano stati per il presidente della Camera. Bondi tace. Il suo sottosegretario, Francesco Giro, ribadisce che la cultura non ha bisogno solo di più risorse "ha fame di riforme e di cambiamento di un sistema troppo chiuso in se stesso". Che l'argomento sia caldo, lo sottolineano da Firenze anche le dichiarazioni del banchiere Giovanni Bazoli, critiche nei confronti dei tagli lineari del governo che non hanno risparmiato i beni culturali per cui invece "ci dovrebbe essere l'eccezione". Annunciata già da qualche giorno, la mobilitazione di sindacati e associazioni di settore va avanti. Nella settimana della festa internazionale del teatro, tutte le sale resteranno chiuse venerdì, così come tutte le altre attività di spettacolo per lo sciopero generale proclamato da Cgil Cisl e UiL Al Teatro alla Scala di Milano potrebbe saltare La Tasca. E nel week end si prosegue con le giornate di mobilitazione lanciate da Federculture, insieme con l'Anci, il Fai, la Conferenza delle Regioni. A Roma, intanto, complice un convegno organizzato dall'Idv, si scatena la rabbia dei musicisti premi Oscar Nicola Piovani ed Ennio Morricone. "Nei confronti della cultura - accusa l'autore della colonna sonora de La Vita è bella - questo governo ha un atteggiamento delinquenziale". Accanto a lui Morricone parla sconsolato: "L'Italia non è più il paese della musica - denuncia -. Chi esce dal Conservatorio non sa come lavorare".
Cultura, Fini scende in campo
Ieri alla Camera dei deputati, il maestro Riccardo Muti ha parlato di fronte al presidente della Camera Gianfranco Fini e al premier Silvio Berlusconi, sottolineando l'importanza della cultura e chiedendo maggiore sostegno alle istituzioni. Il premier ha assicurato di ridurre i tagli della Finanziaria sulle istituzioni culturali e ha promesso una sessione particolare con i ministri per vedere di ridurre i tagli. Il maestro Muti ha anche parlato di fronte al Senato, sottolineando l'importanza della cultura e chiedendo maggiore sostegno alle istituzioni. La cultura è stata criticata per i tagli della Finanziaria, che hanno colpito i beni culturali.
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