Dopo le promesse sindacati e associazioni non si accontentano: una settimana per dire no Da sabato a lunedì le giornate nazionali per lo spettacolo con incontri, dibattiti e proiezioni Agis e Anec Lazio si ritroveranno oggi alle 13,30 per discutere dell'iniziativa di protesta: «chiudere un giorno per non chiudere sempre» in previsione della giornata del 25. I sindacati nazionali Cgil, Cisl e Uil i125 marzo lanciano una giornata di sciopero generale della produzione culturale e di spettacolo insieme all'Agis. Poi ci sono le «giornate nazionali» e molto altro ancora. it «Molti hanno ricordato in questi giorni come l'unità del paese è stata viva nella cultura prima ancora che a livello politico: oggi la cultura, con le sue proteste, ci indica che il paese sta morendo». Così Cecilia D'Elia, rappresentante dell'Unione Provincie Italiane e assessore alla cultura della provincia di Roma, sintetizza le ragioni della mobilitazione che attraverserà l'Italia durante per un'intera settimana. Dopo le promesse dei giorni scorsi del ministro dell'Economia Giulio Tremonti e di Silvio Berlusconi di reintegro degli investimenti alla cultura, venerdì il Ministero ha fatto richiesta al governo di circa 400 milioni di euro per il 2011 da ripartire tra i Beni e Attività Culturali: richiesta che, come al solito, non è calendarizzata in Consiglio dei ministri. La novità tuttavia è che sindacati e associazioni di categoria non sembrano accontentarsi delle «promesse»: infatti, negli ultimi due anni a seguito delle reiterate decurtazioni ai fondi per la cultura, ci sono state numerose proteste e scioperi che, puntualmente, si sopivano per gli impegni di reintegro delle risorse più volte presi dal ministro Sandro Bondi e da altri rappresentanti dell'esecutivo, impegni mai mantenuti. Stavolta a pochi giorni dalle promesse ecco invece ripartire gli scioperi, le giornate di sensibilizzazio-ne, una campagna di comunicazione, i flash mob che attraverseranno moltissime città italiane a cominciare da oggi. Stamane a Roma, l'Agis infatti porta in piazza Montecitorio ballerine e ballerini, coreografi, compagnie, maestranze in difesa della danza, tra le arti più penalizzate nel nostro paese. Domani sarà invece il turno del ministero dell'Economia, per un sit in di protesta dei lavoratori del teatro di prosa. I sindacati nazionali Cgil, Cisl e Uil il 25 marzo lanciano una giornata di sciopero generale della produzione culturale e di spettacolo unitamente all'Agis che promuove una serrata dei teatri. Da Bolzano a Catania, in ogni città in cui c'è un teatro o un luogo di cultura ci saranno presidi, manifestazioni proteste. Solo a Roma e provincia ha ricordato il presidente dell'Agis Paolo Protti, «aderiranno alla protesta ben 40 teatri», che vanno dal celeberrimo Argentina fino al Velly di Formello. «A causa dei tagli e delle dichiarazioni contraddittorie del Governo ha insistito Protti l'intero settore produttivo si sta fermando, con effetti sia da un punto di vista socio-culturale che economico». Nelle stesse ore a Cinecittà si terrà una assemblea pubblica sul futuro del grande centro cinematografico e di tutto il settore audiovisivo e, a dimostrazione della capillarità dello sciopero, incroceranno le braccia anche le troupe di fiction come Provaci ancora prof. e Rex stagione quinta. Dal 26 al 28 marzo, mentre nel resto del pianeta si festeggerà la giornata mondiale del teatro, in Italia Agis, Associazione nazionale comuni italiani, Fai, Federculture, Unione delle Province, Confederazione delle province e delle regioni autonome all'unisono lanciano le giornate per la sopravvivenza del teatro. Le hanno intitolate le giornate nazionali per lo spettacolo e la cultura e, come ha spiegato il presidente di Federculture Roberto Grossi: «È soprattutto una campagna di comunicazione, il cui slogan "Divieto di cultura", la dice lunga sul suo significato». L'iniziativa prevede incontri nei luoghi della cultura, auditoria, teatri, biblioteche, musei, con distribuzione di materiale informativo, la proiezione di un filmato ad anello. «Ancora oggi troppe persone non sanno quello che sta accadendo ha spiegato Andrea Ranieri dell'Anci, quindi non faremo una manifestazione d'opposizione, an- Venerdì Da Bolzano a Catania ci saranno presidi e manifestazioni che perché molti comuni che aderiscono sono retti dal centrodestra. La nostra intenzione è invece parlare alla gente e far capire come la cultura italiana sia oramai al collasso». I1 27 marzo il Piccolo di Milano, dopo il successo del Flauto magico di Peter Brook e in attesa del nuovo spettacolo di Patrice Chéreau, darà vita a una non stop di 12 ore nel chiostro del teatro Grassi a via Rovello, dove sarà distribuita una cartolina preaffrancata con il logo di «divieto di cultura», da rispedire al governo presso Palazzo Chigi. Un'iniziativa che verrà imitata da molti altri in tutto il paese. La giornate nazionali per la cultura e lo spettacolo termineranno il 28 marzo al teatro Regio di Torino con un incontro pubblico dove i promotori stenderanno un bilancio e lanceranno nuove iniziative. OGGI Hanno già dato la loro adesione étolles e compagnie italiane e internazionali: da Carla Fracci a Roberto Bolle, da Elisabetta Terabust a Carolyn Carlson, da Vladimir Derevianko a Micha Van Hoecke. E poi Giuseppe Picone, Eleonora Abbagnato, Mara Galeazzi e tante compagnie - come l'Aterballetto, il Balletto di Roma, Spellbound Dance Company, Botega - i festival (invito alla Danza di Roma, Festival Oriente Occidente di Rovereto) e istituzioni che ospitano stagioni di danza. Anche la danza scende in piazza dunque, oggi, davanti a Montecitorio alle 14.30.