Non saranno restituiti ai privati i suoli contesi del parco monumentale di Baia. Lo Stato recupera i diritti di esproprio (maturati sin dal lontano '39) sulla vasta collina che dalle terme e dai giardini dell'antica città imperiale si protende verso il mare: un'area di straordinario interesse storico, ancor tutta da scoprire e valorizzare. La Soprintendenza Archeologica continuerà a esercitare le sue funzioni nell'intero complesso e presto si potranno organizzare nuove campagne di scavi. I proprietari dei terreni, che avevano chiesto e ottenuto dall'autorità giudiziaria il riconoscimento del «diritto alla retrocessione», in pratica della restituzione dei beni requisiti nel '39, dovranno accontentarsi di recuperare soltanto una parte marginale del compendio, non rilevante per la ripresa degli scavi e lo sviluppo dei percorsi turistico-culturali progettati per l'area archeologica di Baia. Decisiva la mediazione del prefetto Renato Profili, che ha bloccato le procedure di restituzione alla famiglia Strigari dei suoli espropriati dallo Stato nel '39, dopo le prime scoperte di imponenti resti, subito attribuiti dagli studiosi alla fastosa residenza estiva di Giulio Cesare (ipotesi puntualmente confermata dalle successive campagne di scavo condotte sino al '99). Gli Strigari avevano reclamato e ottenuto la «retrocessione» dei suoli, non essendo state completate le opere del parco monumentale di Baia entro i termini sperati. Nonostante l'inaugurazione, negli anni Ottanta, di un primo percorso storico, infatti, buona parte dei 130 mila metri quadrati espropriati era rimasta abbandonata. Ma il prefetto ha negato il «decreto di inservibilità» necessario per avviare le pratiche di restituzione dei suoli ai proprietari privati, avviando, nello stesso tempo, una trattativa fra le parti. «Un confronto non facile, per uscire da una situazione che si era complicata nel tempo», spiega Profili. «Alla fine, però, possiamo ben dire che sia prevalso il buon senso di tutti. E la soluzione finale credo sia più che soddisfacente, soprattutto per il completamento del parco monumentale flegreo». Allo Stato, cioè alla Soprintendenza, sarà definitivamente affidata la gestione della zona epicentrica, ottantamila metri quadrati, del compendio storico. Gli altri suoli, comunque sottoposti al vincolo archeologico, potranno essere invece restituiti ai privati. L'accordo, appena sottoscritto in Prefettura, sarà formalizzato nei prossimi giorni con la stipula dell'atto transattivo.
Baia, lo Stato recupera il parco monumentale
Lo Stato ha deciso di non restituire ai privati i suoli del parco monumentale di Baia, ma ha accettato di restituire una parte dei suoli espropriati nel 1939. La Soprintendenza Archeologica continuerà a gestire l'area archeologica e si potranno organizzare nuove campagne di scavi. I proprietari dei terreni che avevano chiesto la restituzione dei suoli dovranno accontentarsi di recuperare una parte marginale. La decisione è stata raggiunta grazie alla mediazione del prefetto Renato Profili, che ha bloccato le procedure di restituzione e ha avviato una trattativa fra le parti. La soluzione finale è stata considerata soddisfacente, soprattutto per il completamento del parco monumentale.
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