Gentile Mariella Alberini, vorrei la sua opinione sulla miriade di notizie comparse negli ultimi tempi su tutti i quotidiani a proposito della ventilata alienazione di beni pubblici a privati. C'è qualcuno che arriva addirittura a parlare di svendita di opere d'arte, vendita della quale potrebbero approfittare i soliti speculatori senza impinguare le deficitarie casse dello Stato Di recente, caro Vittorio, ho assistito a una conferenza del ministro dei Beni culturali, professar Giuliano Urbani, il quale con lapalissiana semplicità ha spiegato il programma del suo ministero che nulla ha in comune con la ridda di notizie tendenziose messe in circolazione. Chi scrive, ritiene di aver capito che lo Stato italiano si trova oberato da una massa di beni immobiliari ( caserme vuote, carceri dimesse, capannoni inutilizzati, ville patrizie in degrado), la cui esistenza è sconosciuta. La prima cura del ministero è quella di concludere un cens-mento, che non è mai esistito, di tutti questi beni e stabilirne la migliore utilizzazione. Forse sarà conveniente che alcuni di questi immobili siano venduti a chi potrà utilizzarli, realizzando un introito per lo Stato e rimettendo in ordine beni fatiscenti. È chiaro che una villa medicea, utilizzata come caserma dei pompieri con affreschi divorati dall'umidità e pregevoli soffitti a cassettone crollanti, potrà essere solo valorizzata dall'impegno che un privato, amante dell'arte e sotto la tutela dei Beni Culturali, profonderà acquistandola. Innumerevoli sono gli esempi di tale degrado. Ma è ben chiaro che nessuno ha mai pensato e mai penserà di vendere il Colosseo, gli Uffizi, il palazzo Ducale di Venezia.
SOS beni culturali - lettera a Mariella Alberini
Il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, ha spiegato il programma del suo ministero, affermando che nulla ha in comune con le notizie tendenziose sulla alienazione di beni pubblici a privati. Il ministro ha menzionato la necessità di un censimento dei beni immobiliari pubblici, per stabilire la migliore utilizzazione di questi beni. Alcuni di questi immobili potrebbero essere venduti a privati, generando un introito per lo Stato e rimettendo in ordine beni fatiscenti. Il ministro ha anche sottolineato che alcuni beni culturali, come il Colosseo e gli Uffizi, non saranno mai venduti. Invece, potrebbero essere valorizzati da privati amanti dell'arte, sotto la tutela dei Beni Culturali.
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