Fuori dal direttivo regionale: non sono piaciute le critiche agli impianti fotovoltaici «Speculazioni sulle aree agricole, non potevamo stare zitti» Loro sono gli ambientalisti duri e puri. E pur di difendere le proprie idee hanno finito per essere espulsi. Loro, sono quelli del circolo di Legambiente di Manciano. Gli altri, i responsabili dell'ente regionale e nazionale, li hanno cacciati. «Con il metodo più pavido - dice l'ormai ex responsabile locale di Legambiente, Andrea Marciani - Non ci hanno rinnovato le tessere di affiliazione, diffidandoci d'ora in poi da usare il logo o da promuovere iniziative che richiamino in qualche modo Legambiente». Alla base di una decisione davvero insolita, quasi da partito politico, non certo da un'ente onlus, una serie di forti contrasti. «In Italia ci sono 30mila chiloemtri quadrati di tetti e lastrici solari, ne basterebbero un terzo. E invece qui proliferano perchè tanti personaggi di Legambiente sono coinvolti direttamente, e con interessi privati, in Valutazioni di impatto ambientale e in società attive nel settore del fotovolatico industriale». Un conflitto d'interessi bello e buono, sollevato da chi giura di credere in una società che rispetti davvero l'ambiente. «I terreni agricoli vanno lasciati all'agricoltura, non alle speculazioni che puntano al profitto», dice Marciani. Che ora dovrà trovare rifugio da qualche altra parte. «Per statuto è impossibile fare ricorso contro una decisione di Legambiente, vorrà dire che creeremo una nuova sigla, oppure seguiremo le associazioni ambientaliste di Grosseto che hanno manifestato simpatie per le nostre idee».