È nata la Fondazione dell'architettura e dell'urbanistica della città, alla quale ha aderito anche il ministro per i Beni culturali Giuliano Urbani. Il luogo dove, a partire dalla primavera progetti, documenti, analisi e soprattutto mostre ed esposizioni troveranno la loro casa: «In una città in cui l'architettura - spiega il vicesindaco e assessore all'Urbanistica Rocco Papa, promotore dell'iniziativa - sta diventando sempre più riferimento di qualità urbana, motore di cambiamento e di sviluppo, è giusto vi sia un luogo dove questi temi possano essere toccati con mano dai napoletani». La fondazione, da un punto di vista formale esiste già ed è composta da Comune, Regione e Provincia, Prima e Seconda Università, Ordini professionali degli architetti e degli ingegneri e, appunto, il ministero attraverso le Soprintendenze. La Iervolino ha già firmato anche la delibera e nelle casse della Fondazione ci sono già dei fondi, perché la Regione ha versato la sua quota di 100mila euro, Comune e Provincia 50mila ciascuno, i due Ordini 20mila a testa. Per la Fondazione c'è già anche uno statuto approvato nello studio del notaio Tino Santangelo. Il suo compito sarà «quello di promuovere studi, analisi e borse di studio» in funzione del suo oggetto sociale, cioè l'architettura e l'urbanistica a Napoli. E c'è già anche un Cda composto da otto membri: i tre assessori all'Urbanistica degli enti locali, i due presidenti degli Ordini professionali, le soprintendenze e il rappresentante delle due Università. Il presidente della fondazione sarà probabilmente uno dei rappresentanti dei professionisti. Ma la vera anima del neonato organismo sarà il comitato scientifico, che si compone di 11 membri, solo parzialmente già definito, e nel quale con ogni probabilità confluiranno personalità di rilievo internazionale. Si parla già di Alvaro Siza, l'architetto del waterfront, Massimiliano Fucksas e anche Dominique Perrault. Le sorprese su questo fronte non mancheranno: «Arriveranno entro Natale in città nuovi studi e progetti di architetti e urbanisti di grandissimo prestigio - spiega il vicesindaco - perché a loro abbiamo chiesto supporto per l'allestimento delle future stazioni del metrò. Napoli malgrado il momento difficile resta una città di grande appeal e anche questi studiosi se lo vorranno potranno entrare a far parte della Fondazione». Fisicamente il luogo è gia stato individuato, anche se Papa sull'argomento mantiene il più stretto riserbo: «Posso solo dire che sarà in un edificio di architettura razionalista o fascista perché la Fondazione tratterà in particolare quelle opere che sono moderne e contemporanee con un occhio naturalmente al futuro». Fatti i conti non è che ci siano molte alternative, quindi il sito individuato dovrebbe trovarsi nella zona di piazza Matteotti oppure in quella della Riviera di Chiaia. La Fondazione dovrà rappresentare oltre che un momento espositivo e di studio anche di proposta. Ma sarà anche l'occasione per mettere in mostra quanto a Napoli già è stato fatto e che ora è visitabile, per esempio, sul Muva, il museo virtuale. Non mancano altri esempi illustri, basti pensare che Renzo Piano a Genova, nella sua città, ha una mostra permanente dei suoi progetti. Mostra che è diventata attrattiva turistica al pari di un museo.