Un nuovo allestimento al secondo piano della collezione ottocentesca celebrano i 150 anni di sud e nord unificati Cinquanta tele molte riprese dai depositi, sono come fotografie dellepoca Una "sostituzione" che alle curatrici non è dispiaciuta. Invece dei bersaglieri di Cammarano, le donne allibite dei Vespri Siciliani di Morelli. La carica a piedi dei bersaglieri è in prestito alla Venaria Reale a Torino per la festa dellUnità dItalia. Proprio quella grande tela che lo scenografico allestimento della mostra dellOttocento di Pierluigi Pizzi aveva un po ironicamente posto su una "macchina" che spingeva il dipinto verso il pubblico che vedeva corrergli addosso i militari nel Salone degli Arazzi. Il Museo di Capodimonte si inserisce nelle celebrazioni per i 150 anni di sud e nord unificati con un nuovo allestimento al secondo piano della collezione ottocentesca. Cinquanta opere, molte riprese dai depositi, raccontano la storia del Risorgimento come "fotografie" dellepoca che furono larte "contemporanea" di quel periodo, e immagini allusive ed exempla utili ad aggirare i veti della censura. Come "Dopo il diluvio" di Filippo Palizzi, commissionata, come altri quadri qui raccolti, dal re Vittorio Emanuele II allartista originario di Vasto. Lo scampato pericolo, che si intonava con il clima libertario, sembrò a Palizzi argomento "per rappresentare...la sollecitudine di prendere ognuno la sua via per spandersi sopra la terra...". È uno dei "pensieri", frammenti critici o commenti alle opere raccolti e indicati dalla curatrice dellallestimento Serena Mormone e inseriti a corredo del percorso della mostra. In questenorme opera Palizzi curò persino la cornice dorata, dominata da un Creatore scolpito che osserva dallalto tutta la scena. «Capodimonte - osserva la direttrice del museo, Mariella Utili - si è sempre distinto per la sua storia museale e non è un caso che nel 1861 ci fosse già lidea di avere una pinacoteca che documentasse opere e artisti dellepoca. Fu una delle primissime raccolte subito dopo Firenze. È per questo che la collezione si arricchirà a fine anno di un ulteriore allestimento nellala sud del palazzo, con arredi, arte decorativa e scultura». Tra le perle raccolte in questa selezione a tema, i "Cavalleggeri" e "Il soldato a cavallo" di Fattori, "La lettera" di Induno, la famosa "Sanfelice in carcere" di Toma, e anche tre studi a matita di Cammarano, con un ferito portato a braccia da due commilitoni che ricorda tanto le scene di guerra in Libia viste in televisione in questi giorni. Tornerà a breve "Gli Iconoclasti" di Morelli, anche questo importante dipinto prestato per la mostra di Torino. Si possono intanto vedere "Il riposo di Garibaldi" di Mancini, insieme a due autoritratti, e tre ritratti a firma dellartista che è stato tra i più importanti di Napoli, protagonista di una "fuga di cervelli" ante litteram dividendo la sua vita tra Parigi e Londra. Un artista recentemente "riscoperto" con una importante retrospettiva a Filadelfia e che meriterebbe di averne finalmente una nella città dove è morto, nel 1905 (da domani, tutti i giorni tranne mercoledì, dalle 8.30 alle 19.30).