Se il ministero finanzia i cine-panettoni e non noi questo è un brutto paese purtroppo ROMA - Dice Roberto Faenza, regista di Silvio Forever: «Il nostro film disturberà la sinistra che si aspettava un attacco a Berlusconi. Ma non si può cancellare una parte di paese che adora il suo leader». Gli sceneggiatori dell«autobiografia cinematografica non autorizzata», Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, (il duo del libro La casta), dopo aver mostrato il film alla stampa rivendicano il lavoro squisitamente giornalistico dellopera: «Non volevamo massaggiare le convinzioni di nessuno, berlusconiani e non. Io non sono un nemico del premier e lo rispetto», racconta Stella. E Rizzo puntualizza: «Il nostro non un film militante né scabroso». Firmato da Faenza con Filippo Macelloni, Silvio Forever sarà in sala venerdì in 108 copie, per Lucky Red. Alla conferenza stampa interviene anche Neri Marcorè, che nel film presta la voce alle parole del premier di cui non esiste laudio: «Che senso ha chiedere, come ha fatto qualche giornalista, più coraggio a questo documentario? Come se unopera avesse il potere di sovvertire. Non si devono delegare questi compiti al cinema. Abbiamo mostrato quel che Berlusconi dice di sé. Cè a chi piacerà e a chi no. Anchio non sono un nemico di Berlusconi, ma dopo 17 anni che lui è in politica trovo lItalia più brutta e corrotta». Gian Antonio Stella è convinto che «fare un film perfido, sarebbe stata la cosa più facile. Ma in unautobiografia nessuno si spara addosso da solo. Piuttosto, si loda e simbroda. Nessuno ha un rapporto di pancia con il paese come Berlusconi, che confonde pubblico ed elettori, giudici e avvocati». Faenza ricorda infine la censura allo spot televisivo del film: «Se il ministero per i Beni culturali finanzia Vacanze di Natale e non noi, questo è un brutto paese. Per il gruppo Mediaset Silvio Forever non esiste e vorrei conoscere la faccia di chi, in Rai, ha deciso di censurare il trailer».