Venerdì tutti fermi e dal 26 partono iniziative col pubblico Oggi a piazza Montecitorio a Roma si mobilitano i ballerini e coreografi "Divieto di cultura" con questo slogan manifestazioni nei comuni (anche di centrodestra) Alle promesse di Tremonti prima, di Berlusconi poi, che laltro giorno da Torino per il 150esimo, tra echi risorgimentali, ha annunciato «entro quindici giorni riduciamo i tagli alla Cultura e Spettacolo», ci credono in pochi. La protesta del mondo della Cultura e dello Spettacolo va avanti, cresce a valanga e da oggi si annunciano cinque giorni caldissimi: da Bolzano a Catania, dalla Scala alla piccola compagnia di danza, lavoratori e imprese, tutti uniti contro un governo che fa tagli inaccettabili, in cinque anni ha ridotto fondi ai Beni Culturali per il 30, 44 solo allo Spettacolo. Scioperi, manifestazioni e iniziative nei cinema, nei teatri, nei musei ora chiamano in causa anche gli spettatori perché «questa crisi senza precedenti, impoverisce prima di tutto i cittadini», come hanno detto Paolo Protti presidente Agis, Andrea Ranieri assessore alla Cultura del Comune di Genova e delegato Anci (associazione dei Comuni), Roberto Grossi di Federculture che insieme a Fai e Associazioni delle Regione e delle Province hanno organizzato liniziativa più capillare: tre giorni, sabato domenica e lunedì, con lo slogan "Divieto di cultura" nei teatri, biblioteche, musei dei comuni italiani (anche di centrodestra, come Roma) dove a ciclo continuo verrà proiettato uno spot di denuncia, ci saranno incontri per spiegare al pubblico che a fine stagione non ci saranno più i soldi per gli stipendi, figuriamoci per produrre nuovi film, spettacoli, concerti («abbiamo una responsabilità: dobbiamo mantenere alta una tradizione», ha esortato laltro giorno Riccardo Muti la Camera dei deputati, durante il concerto del 150esimo). Lo faranno al Piccolo Teatro di Milano domenica dalle 12 Massimo Popolizio, Laura Marinoni, Ferruccio Soleri, Massimo De Francovich e lunedì al Regio di Torino i rappresentanti delle associazioni. Non è finita. Nel calendario da battaglia, oggi alle 14.30 in piazza Montecitorio protestano i ballerini con ladesione di star come Carla Fracci, Carolyn Carlson, Eleonora Abbagnato (per 69 compagnie lo Stato destina 4 milioni di euro: niente). Domani alle 11.30 sit in davanti al Ministero delleconomia. Venerdì sciopero generale indetto dai sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil): 300mila lavoratori fermi, fermi i set di film e fiction tv, i musei, i festival, al loro posto varie iniziative. Solo a Roma, la più barricadiera, allo sciopero si aggiunge una serrata: 42 teatri dallEliseo a Romaeuropa chiusi, con un filo di polemica per le sale delle altre città che non si sono unite. Dice salomonico Protti dellAgis: «Le imprese non possono scioperare, ma noi consigliamo di restare chiuse».