Rifatto il primo piano del museo con un allestimento più accattivante Inaugurazione il 2 aprile con apertura gratuita dopo cena Fra i nomi maggiori Lorenzo Monaco Gherardo Starnina Mariotto di Nardo e i fratelli Orcagna UNA grande "camerata" con i dipinti schierati alle pareti. Preziose tavole della seconda metà '300 e dei primi decenni del '400 che documentano la Scuola fiorentina. Uninfilata di opere, come si dice in gergo, esposte al primo piano della Galleria dellAccademia fin dal 1996, anno in cui i nuovi spazi al piano superiore furono riordinati e aperti stabilmente al pubblico. Una delle sezioni meno visitate del museo, trascurata da sempre dai visitatori che restano inchiodati e stregati al piano terreno, davanti al gigante di marmo del David di Michelangelo. Ebbene, un po per sfida, un po perché le esigenze dei visitatori sono cambiate, da metà dicembre è in atto una rivoluzione nellallestimento del primo piano del museo, con un intervento costato alle casse del Polo museale oltre 300 mila euro. Linaugurazione si terrà sabato 2 aprile, con linvito esteso a fiorentini e turisti a visitare gratuitamente, dalle 20 alle 23, tutta la galleria. Ovviamente con lobbligo di festeggiare la nuova sistemazione, che archivia e cancella il monotono impianto precedente. Il nuovo appeal rimodula la "camerata" in spazi mossi e aggettanti, giochi di grigi chiari e rossi per gli sfondi, creando così un percorso con nuovi pannelli esplicativi che rende più godibili e comprensibili tutte le opere. Tavole che brillano coi fondi oro e nei colori caldi e raffinati dei panneggi delle figure di Lorenzo Monaco, Gherardo Starnina, Mariotto di Nardo e altri pittori, dettagli finalmente visibili grazie a un nuovissimo impianto di illuminazione che permette di dosare e orientare lintensità delle lampade sulle tavole. «Dietro a questo rinnovamento cè un progetto scientifico che ho curato personalmente nella scelta di indirizzo, con Daniela Parente come specialista del settore» spiega la direttrice dellAccademia Franca Falletti, sottolineando appunto che lidea museografica è stata messa a punto secondo «nuovi criteri improntati ad una più ampia godibilità estetica dei capolavori, in modo da renderli comprensibili anche a visitatori privi di competenze specifiche». Così, salendo le scale i visitatori potranno ammirare la ricca collezione di icone, per poi trovarsi nella prima sala, dove sono sistemati sei dipinti di Jacopo di Cione, uno dei fratelli Orcagna. «Si ricrea così il collegamento con le sale bizantine al piano terreno, dove sono esposte le opere degli altri due Orcagna, Andrea e Nardo di Cione, databili intorno al 1360» precisa Falletti. Quindi si entra nel grande salone rimodulato in tre zone, dove sono stati sistemati i grandi polittici tra cui lAnnunciazione di Giovanni Del Biondo, lIncoronazione di Rossello di Jacopo Franchi e il Polittico di Monte Oliveto di Lorenzo Monaco, con la Madonnina di Agnolo Gaddi. La terza sala ospita i dipinti dei primi del '400, del gotico internazionale fino alle prime avvisaglie dellUmanesimo e Rinascimento. In fondo, una porta a vetri lascia intravedere una quarta stanza allestita ma chiusa al pubblico. «E una sala deposito di opere privata, ossia riservata agli studiosi. Vi si conservano dipinti rari e non meno importanti degli altri, anche se meno interessanti per il pubblico più vasto» aggiunge la direttrice. La nuova sistemazione non si fermerà qui: i lavori proseguono per riorganizzare nuovi spazi per il personale e gli uffici, mentre in autunno sarà pronta una nuova sala di consultazione video per tutto il museo: al piano superiore anche quella, in modo da costringere lesercito degli only David a salire per accedere alle informazioni, a sedersi davanti a confortevoli postazioni ai computer, o magari per sfogliare pubblicazioni e libri messi a disposizione di chi desideri approfondire la storia della Galleria fondata nel 1784 dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena, che comprende anche il Museo degli strumenti musicali del Conservatorio Cherubini.