Sara Luciano 25 anni, studentessa di Beni Culturali, Archivistici e Librari, Bibiana(TO) Il ministero dei Beni culturali è in disfacimento? L'Italia ha milioni di studenti che hanno scelto questa strada. Ci siamo, vogliamo servire la Bellezza Al disfacimento del Ministero dei Beni Culturali si sta reagendo nel solito, italico modus operandi: col menefreghismo. D'altronde si sa, la Cultura non è importante come l'economia, il commercio, l'industria, come il modo di vivere aurifero, inteso nel senso letterale del termine come vita tesa all'arricchimento del proprio Contenitore, e non del Contenuto («senza cuore saremmo solo macchine»: sicuri che non sia GIA' così?). Non siamo solo animali consumisti, shopalcoholics: abbiamo un «dentro» da nutrire. Il problema è che molti continuano a vivere la propria vita dando importanza solo al proprio Contenitore. Mentre il Contenuto si disgrega (come la Casa dei Gladiatori di Pompei). In Italia vi sono milioni di studenti universitari appassionati, e migliaia di studenti in Beni Culturali, Conservazione dei Beni Culturali, Tecnologie Chimiche per i Beni Culturali- Questi studenti, e io per prima, credo accorrerebbero a frotte per dare una mano ovunque possa servire: in musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, piazze. Ciceroni entusiasti che aiuterebbero il proprio Paese, anche a titolo gratuito, poiché hanno scelto di studiarne la Bellezza e scoprirne i suoi tesori incompresi e così poco rispettati. Perché non si pensa a loro, a noi? Perché non si pensa che vogliamo dare una mano? Ci siamo, esistiamo. Noi vogliamo aiutare la Bellezza con i mezzi acquisiti: vogliamo proteggerla, preservarla, restaurarla, riportarla all'antico splendore, vogliamo convincere gli scettici, appassionare i turisti, emozionare i visitatori, far amare la Storia, la Letteratura, l'Arte. Che non sono peculiari presupposti riconducibili esclusivamente ai nostri Avi. Sono il nostro passato, il nostro presente e soprattutto il nostro Futuro. Lasciateci dare una mano.