Intervista. La senatrice De Feo assicura: coinvolgerò un fondo americano nel recupero degli antichi edifici «Non ho ancora visto un imprenditore campano avviare un'operazione concreta in difesa dei beni culturali della regione. Tutti vogliono fare i Della Valle, ma per ora ho sentito solo chiacchiere». Per Diana De Feo, senatrice Pdl, componente della Commissione Beni culturali di Palazzo Madama e membro del consiglio di gestione della Fondazione Ville vesuviane, il recupero dei tanti palazzi nobiliari del Miglio d'Oro in stato d'incuria e di abbandono passa per un serio (e disinteressato) impegno dei privati. II crollo di Villa Lancellotti è la conseguenza del groviglio divincoli e di competenze che gravano sul palazzo. «La villa apparteneva a una principessa, morta senza lasciare un testamento. I suoi numerosissimi eredi si sono ritrovati con la proprietà del palazzo e con un debito nei confronti del Comune, che aveva effettuato dei lavori di conservazione. Semplicemente non hanno saputo che pesci pigliare». E' dei proprietari dunque la responsabilità di questo ennesimo scempio ai danni del patrimonio architettonico? «Certamente lo Stato non può obbligare i privati a intervenire per effettuare lavori su un palazzo che è, appunto, di proprietà privata. E nemmeno può permettersi di acquistare ville che costano milioni di euro». Disinteresse dei proprietari, impossibilità per lo Stato di intervenire. Come fare allora a salvaguardare le tante dimore antiche a rischio crollo? «È necessario l'intervento di gruppi di privati pronti a impegnarsi economicamente senza scopo di lucro. La società civile campana si deve svegliare: sono tutti bravissimi a mettere firme, ma non altrettanto a mettere soldi. Mi lasci lanciare una proposta». Prego. «Apriamo una sottoscrizione per Villa Lancellotti e vediamo se qualcuno dei grandi imprenditori napoletani è pronto a investire del denaro. Noi, come Fondazione Ville vesuviane, potremmo preparare un progetto di restauro». Ha in mente altri progetti per il recupero delle ville del Miglio d'Oro? «Sono in contatto con il World monuments fund, un'organizzazione privata americana che si occupa della conservazione di opere d'arte a livello mondiale. Ha già realizzato interventi a Venezia, a Firenze e a Roma, e ora sono interessati a Napoli. Incontrerò i rappresentanti del fondo a luglio, proprio nel capoluogo campano. Mostrerò loro un'immagine del crollo di Portici: chissà che non siano interessati al restauro di Villa Lancellotti odi altre ville vesuviane».
Campania. Gli imprenditori campani si sveglino una sottoscrizione per le dimore storiche
La senatrice De Feo, componente della Commissione Beni culturali di Palazzo Madama, assicura di coinvolgere un fondo americano nel recupero degli antichi edifici del Miglio d'Oro. Secondo lei, il recupero dei palazzi nobiliari in stato d'incuria richiede un impegno serio e disinteressato dei privati. La villa Lancellotti, crollata a causa di un groviglio di competenze e debiti, è un esempio di come i proprietari possano essere responsabili di danni al patrimonio architettonico.
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