Artioli: problemi per i privati MILANO. Prevenire è meglio che curare. Vale anche per i monumenti, per esempio il crollo della Domus dei Gladiatori a Pompei, l'anno scorso, «non era dovuto ad altro che a mancanza di manutenzione ordinaria». Parola di Roberto Cecchi, segretario generale del Ministero dei beni culturali, che ieri al Politecnico ha presentato «Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati. Procedimenti scientifici per lo sviluppo delle attività ispettive», scritto con Paolo Gasparoli, docente al dipartimento Best dell'ateneo, che ha lavorato con lui sulle aree archeologiche di Roma e Ostia antica, di cui Cecchi è diventato commissario nel 2009. Si parla di conservazione, «fatica ingloriosa di cura quotidiana», chiarisce il direttore del Best Stefano Della Torre, ma assai più efficace di un megarestauro mediatico con taglio del nastro e sfilata di autorità. Già sovvenzionata dagli imperatori romani e sponsorizzata da San Carlo Borromeo, il manuale di Cecchi e Gasperoni la traduce in prassi "chiavi in mano", esportabili dall'archeologia agli altri beni culturali: cosa fare, come, quando e chi. Resta un problema, in tempi di casse pubbliche semivuote: chi paga una cosa che non paga in termini d'immagine? E costa, se la conservazione ordinaria del Cenacolo di Leonardo assorbe, in un anno, circa mezzo milione di euro, spiega il sovrintendente ai Beni architettonici Alberto Artioli. Uno che conosce le insidie del megarestauro: quattro mesi dopo aver completato quello dell'Arco della Pace, durato 16 anni causa ristrettezze, ha dovuto tamponare un minicrollo su una parte che già aveva bisogno di manutenzione. Tuttavia, spiega, nonostante i «tagli vertiginosi» degli ultimi dieci anni, Milano riesce ancora a prendersi cura del patrimonio pubblico: «Il problema sono i beni privati, come le ville: gli eredi delle grandi famiglie spesso non hanno i mezzi per mantenerle. La verità è che ogni edificio importante avrebbe bisogno di un "custode": il modello è la Fabbrica del Duomo». E, quanto a soldi, non sta messa tanto bene neanche lei.
Milano. Il Politecnico: Prevenire la miglior cura
Il Ministero dei beni culturali ha presentato un manuale di prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati, scritto da Roberto Cecchi e Paolo Gasparoli. Il manuale propone procedimenti scientifici per lo sviluppo delle attività ispettive e chiarisce la fatica ingloriosa di cura quotidiana. Il direttore del Best Stefano Della Torre sottolinea che la conservazione ordinaria è più efficace di un megarestauro mediatico con taglio del nastro e sfilata di autorità. Il manuale traduce in prassi "chiavi in mano" la conservazione degli altri beni culturali, compresi quelli archeologici.
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