Il verde negato. I vomeresi insorgono contro la decisione della Soprintendenza. Proposta-choc: una colletta per comprare il parco L'assessore Nasti: «Una scelta inaccettabile intervenga il ministero» C'è tutto il Vomero a protestare per la chiusura della Villa Floridiana. Dallo scorso venerdì la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico e artistico, guidata da Lorenza Mochi Onori, ha deciso di negare l'accesso allo storico parco, simbolo stesso del quartiere collinare, per problemi di sicurezza. La decisione è stata presa insieme a Luisa Ambrosio, direttrice del Museo Duca di Martina che però resta aperto, come sempre tutti i giorni (tranne il martedì) dalle 8.30 alle 14.00, consentendo l'ingresso ai visitatori solo da via Aniello Falcone, mentre sono sbarrati, per il momento a tempo indeterminato, i cancelli di via Cimarosa. Dopo la caduta di qualche albero nei giorni scorsi sono scattate le operazioni di controllo per verificare la stabilità dell'intera vegetazione nell'area, acquistata nel 1815 da Ferdinando IV di Borbone per la neo moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia e passata nella proprietà dello Stato dal 1919. E da allora la Floridiana non ha mai chiuso al pubblico diventando l'unico punto di riferimento dei vomeresi, soprattutto bambini e anziani, e l'unico polmone verde per oltre 120mila abitanti. Non stupisce, perciò, l'ampio coro di proteste sollevatosi contro la sua chiusura. In prima fila c'è l'assessore all'ambiente del Comune di Napoli, Rino Nasti che parla di decisione inaccettabile. «Una scelta che priva i cittadini del godimento di un bene pubblico essenziale per la vivibilità del Vomero - dice Nasti - in contrasto con obiettivi dell'amministrazione comunale che tende, invece, a incrementare gli spazi verdi a disposizione della collettività». Nasti mette a disposizione l'ufficio giardini del Comune per consentire una riapertura ad horas del parco e invita il Ministero, attraverso la Sovrintendenza, a rinnovare quella convenzione con Palazzo San Giacomo che ha permesso, dal 2003 al 2010, di realizzare importanti opere di manutenzione straordinaria (irrigazione, sistemi antincendio) a totale carico del Comune. Chiede una conferenza dei servizi immediata il presidente della quinta municipalità Mario Coppeto che stigmatizza, anche sotto il profilo formale, la decisione presa dalla Sovrintendenza: «I cittadini ci hanno tempestato di telefonate per sapere cosa fosse successo ma nessuno dalla Soprintendenza ha avuto la bontà di farci una telefonata». Per il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, «è vergognoso e inaccettabile che si sia arrivati alla chiusura di uno dei principali polmoni verdi della città» e punta il dito contro i tagli alla cultura operati dal governo centrale. Il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ed il presidente provinciale Carlo Ceparano annunciano di volersi incatenare ai cancelli se il parco non dovesse riaprire in tempi brevi e invitano tutti i cittadini a ribellarsi. E un primo sit-in di protesta è stato già organizzato da Gennaro Capodanno del Comitato Valori Collinari per sabato 26 marzo (ore 12) che invita tutti ad unirsi alla protesta aderendo sulla pagina Facebook. «La chiusura del parco è un fatto di una gravità inaudita, rispetto al quale ci auguriamo che venga fatta immediata chiarezza anche da parte degli organi di controllo» dice Capodanno che rilancia una sua vecchia proposta: i napoletani devono comprarsi la Floridiana. «Coinvolgendo 60mila residenti, con 200 euro a testa, si raggiunge la somma di 120 milioni di euro». Diego Venanzoni e Antonio lossi del Pd, invece, invece lanciano la provocazione di autotassarsi (un euro) per ripristinare almeno i servizi essenziali. Ma, forse, in futuro la provocazione potrebbe trasformarsi in un vero biglietto di ingresso al parco, circostanza che la Soprintendenza non esclude del tutto.