«Dicono che non ci sono soldi ma buttano milioni» Non c'è pace sul fronte dello spettacolo. Ieri a riaccendere lo scontro è stato il premio oscar Nicola Piovani. «Questo governo - ha detto il compositore - ha un atteggiamento nei confronti della cultura delinquenziale. E non mi meraviglia perché vedendoli e sentendoli parlare si capisce che detestano libri, se non quelli contabili da truccare, e la musica che non sia quella da piano bardi sottofondo ai festini. Li guardo, li leggo e piango». Secondo Piovani «per fermare gli sprechi vanno colpite le clientele e gli sperperi, i tagli invece vanno a colpire soprattutto le eccellenze. In tutta questa guerra alla cultura sono stati insultati anche i musicisti, che Brunetta ha definito fannulloni e mantenuti. Lui dice che passate le Alpi non contano nulla, invece ci sono alcuni di loro che contano moltissimo, mentre non so se passa il ministro cosa succede». Per un altro premio Oscar, Ennio Morricone, l'Italia, con la cultura martoriata dai tali e la disoccupazione che aspetta i giovani artisti «non è più il paese della musica. La scissione delle tornate elettorali ci costa 300 milioni di euro. Poi ci vengono a dire che non hanno risorse». Per Carla Fracci tra le cause di questa emergenza c'è «la mancanza di dialogo del governo e di competenza ai vertici e, la cosa più grave è che manca il rispetto soprattutto per i giovani». Ospite dell'Idv, che ha organizzato un seminario dedicato all'emergenza culturale, Roma ha ospitato la rabbia dei grandi nomi dello spettacolo italiano per i tagli al settore decisi dal governo. In serata Berlusconi è intervenuto a Torino, annunciando: «Abbiamo in programma entro 15 giorni una sessione particolare per vedere di ridurre i tagli del Fus. Vogliamo consentire a teatri come la Scala, il Regio, il Petruzzelli, di continuare nella loro meritoria attività».
Piovani, Morricone e Fracci contro i tagli al Fus
Il governo italiano è stato criticato per i tagli al settore dello spettacolo, che hanno causato la chiusura di teatri e la mancanza di risorse per gli artisti. Il compositore Nicola Piovani ha affermato che il governo ha un atteggiamento negativo nei confronti della cultura e che i tagli sono stati colpiti soprattutto le eccellenze. I musicisti, come Ennio Morricone, hanno anche espresso la loro disapprovazione per i tagli e la mancanza di risorse per la cultura. Il governo ha annunciato di voler ridurre i tagli entro 15 giorni, ma i teatri come la Scala e il Regio continuano a chiedere di essere rispettati.
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