"Tutto fermo finché la Regione non sblocca i fondi" Rinvio a sorpresa per il consiglio di amministrazione Nebbia sul destino del polo espositivo Rinvio a sorpresa ieri per il consiglio di amministrazione del Castello di Rivoli, già fissato da tempo. «Ho chiesto io di annullarlo, e non intendo convocarne un altro fino a quando la Regione non mi comunicherà le sue intenzioni», dice il presidente Giovanni Minoli che, reduce dalla maratona Rai dedicata al 150 anni torinesi, era ieri qui anche per linaugurazione a Palazzo Lascaris della mostra «Italiae», relativa al progetto realizzato per lanniversario dellUnità dal Dipartimento didattico del museo. In piazza Castello sono dunque avvertiti: «La situazione è bloccata, così non si va avanti, se le cose non cambiano sono pronto a dimettermi», aggiunge Minoli. Spiega che è ancora in attesa dei 500mila euro necessari per ripianare il debito, mentre non è mai arrivato il milione promesso per le attività del museo. Il cui bilancio complessivo assomma a 4 milioni e mezzo, di cui 3 milioni e duecentomila riguardano le spese fisse. Quello che resta è destinato alla programmazione delle attività. Ma le erogazioni per il Castello hanno subito questanno un taglio ben superiore al 20 per cento ventilato, che riguarda alla fine circa la metà delle spese previste per mostre, rassegne, spettacoli. Una presa di posizione non nuova quella del presidente, che lo scorso settembre aveva dichiarato senza mezze parole: «Nei momenti di crisi sarebbe opportuno rivedere le strategie, lunica cosa che non serve a nulla è vivacchiare». E ancora prima, ad aprile, allindomani dellelezione di Roberto Cota alla guida della Regione, aveva rimesso il mandato in attesa di ricevere indicazioni e conoscere lammontare delle risorse messe a disposizione dal principale finanziatore del museo. Le sue dimissioni erano state respinte, si erano sentite invece dichiarazioni di fiducia da piazza Castello e di volontà di rilancio. A oggi non si sa invece che cosa si voglia fare dellex residenza, affidata ai direttori Andrea Bellini e Beatrice Merz. Fa capire Minoli che una strada potrebbe essere quella di puntare sul patrimonio di opere del museo, piuttosto che su mostre di nicchia quali quelle allestite negli ultimi tempi. Scontento e preoccupazione sono espressi anche dal consigliere regionale del Pd Nino Boeti, già sindaco di Rivoli: «Il Castello, dopo i fasti passati, come reggia sabauda e come museo di arte contemporanea, oggi è mal gestito e non se ne sente più parlare, in questi giorni di festeggiamenti poi è stato del tutto ignorato. I direttori non stanno facendo il lavoro che avevano promesso, i visitatori sono pochi, è persino male illuminato. La situazione è deprimente».