Il grido dallarme degli operatori pugliesi "Niente più fondi: inevitabili i licenziamenti" E venerdì lo sciopero dei lavoratori fermerà il Petruzzelli: salta la prima del "Malato immaginario" di Lavia LA POSTA in gioco, avverte allarmato Carmelo Grassi, presidente del Teatro pubblico e portavoce prosa dellAgis nazionale, «è la sopravvivenza dello spettacolo dal vivo, in Puglia come nel resto dItalia, con una media di licenziamenti che si attesterà almeno sul 30 per cento degli occupati fra compagnie, teatri e organismi di distribuzione e promozione. Col risultato che, in assenza di un dietrofront sui tagli da parte del governo, le prossime stagioni di prosa, per fare un esempio, saranno sostanzialmente dimezzate e non potranno che partire, non più secondo consuetudine in autunno, bensì da gennaio 2012». Senza calcolare gli effetti sullindotto. «Non lavoreranno le maschere, come pure - annuncia Grassi - i macchinisti, gli elettricisti, i tecnici e le tipografie. Leffetto a catena non sarà insomma indolore». È per questo che centinaia di teatranti pugliesi parteciperanno giovedì al sit in di protesta nazionale a Roma per rivendicare la sopravvivenza della prosa e, sottolinea Grassi, «il diritto di continuare a vivere di questo lavoro». Non sarà che la prima giornata di una serie di manifestazioni che continueranno venerdì con lo sciopero generale dei lavoratori dello spettacolo, promosso dalla Slc Cgil, che vedrà senzaltro la serrata del Petruzzelli e il rinvio allindomani per il debutto di Gabriele Lavia nel Malato immaginario. Mentre domenica, in luogo della Giornata mondiale del teatro, nei palcoscenici pugliesi si terranno una serie di iniziative in via di coordinamento. Fra queste un happening in piazza del Ferrarese e un presidio dinanzi al Petruzzelli .«Vogliamo sensibilizzare il pubblico - insiste Grassi - sappia che lanno prossimo ci saranno meno spettacoli e concerti». E massiccia sarà, da Bari, la partecipazione del Kismet, a quel che anticipa il presidente Augusto Masiello: «Aderiremo alla manifestazione di giovedì avendo con noi, sul pullman che abbiamo riempito, non solo i lavoratori e collaboratori del teatro ma anche semplici spettatori. Rischiamo la paralisi, ma soprattutto leffetto domino: a partire dalla cancellazione delle produzioni fino al ridimensionamento generale delle attività, a cominciare dallofferta del cartellone. A queste condizioni allautunno non ci si arriva proprio. A fronte di mancate entrate stimate attorno al 60 per cento, a cascata dal Ministero fino agli enti locali e allesposizione bancaria, saremo costretti a dimezzare le giornate lavorative. E renderemo partecipe il pubblico durante queste giornate perché sappia che sta correndo il rischio di assistere allultimo spettacolo». Al sit in romano parteciperanno anche i Cantieri Koreja di Lecce che, spiega il direttore artistico Salvatore Tramacere, «stanno già attraversando una fase di crisi, anche per lassenza dei contributi da parte del Comune come lo stesso ventilato ridimensionamento del sostegno della Provincia, dinanzi alla quale i tagli provenienti dal Fus non rappresentano che il colpo di grazia. Per questo saremo a Roma, senza escludere di poter replicare analoghe iniziative sul territorio perché Comune e Provincia di Lecce si assumano pubblicamente la responsabilità di decretare di fatto la chiusura di Koreja. Dinanzi al silenzio ricevuto finora in risposta, da parte degli enti locali salentini, non escludiamo di chiedere un intervento di mediazione alla Regione che, auspichiamo, sortisca almeno leffetto di aprire un dialogo che, ad oggi, ci è negato». Non senza un paradosso. Koreja è lunica compagnia pugliese invitata a Torino, proprio in questi giorni, da Mario Martone, direttore dello Stabile, a celebrare i 150 anni dellUnità dItalia con lultima produzione Ianku. E decisivo appare il ruolo politico che ha scelto di ritagliarsi la Regione, secondo quel che anticipa lassessore Silvia Godelli: «Abbiamo invitato le altre Regioni a rifiutarsi di dare i pareri sulle assegnazioni del Fus, quasi nella forma di uno sciopero bianco in segno di indignata protesta per la desertificazione violenta della cultura italiana, ad opera del governo, Questa proposta sarà discussa fra le Regioni domani a Roma».
PUGLIA - I teatri in piazza contro i tagli del governo "Saremo costretti a dimezzare le stagioni"
Il Teatro Petruzzelli di Bari è stato chiuso a causa dello sciopero dei lavoratori dello spettacolo, che ha iniziato giovedì. Il presidente del Teatro pubblico e portavoce prosa dell'Agis nazionale, Carmelo Grassi, ha avvertito che la sopravvivenza dello spettacolo dal vivo è in pericolo, con una media di licenziamenti del 30% degli occupati. Le prossime stagioni di prosa saranno sostanzialmente dimezzate e non potranno partire prima di gennaio 2012. Il governo ha tagliato i fondi per il teatro, e gli enti locali e le banche hanno ridotto i contributi.
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