Il governatore Rossi ha riunito amministratori, sindacalisti, imprenditori e parlamentari Oggi a Roma lincontro Stato-Regioni per discutere del decreto Pressioni dalla Toscana sul governo per cercare di far annullare il decreto che blocca gli incentivi economici alle energie rinnovabili. Ieri il presidente della giunta Rossi ha riunito oltre cento persone tra amministratori, consiglieri regionali, imprenditori, sindacalisti, associazioni di categoria, Cia e Cna, Confindustria, lavoratori del settore e anche qualche parlamentare (gli eletti in Toscana erano stati tutti invitati ma allincontro erano solo quattro) per chiedere di unire le forze e far sentire a Roma ununica voce. Oggi del decreto si parla in un incontro tra Stato e Regioni e la Toscana, per bocca dellassessore allAmbiente Anna Rita Bramerini, chiederà che gli incentivi vengano prorogati fino al 31 dicembre per non far naufragare imprese e privati che avevano già investito i loro soldi e poi gradualmente diminuiti come è accaduto in altri paesi dEuropa in modo di dare al mercato la possibilità di assestarsi. Cè una seconda richiesta della Toscana, spiega Rossi: «Vogliamo che ci venga riattribuita la potestà sulle concessioni per la geotermia che il decreto ci ha sottratto, siamo pronti a ricorrere alla Corte costituzionale. Peraltro le concessioni geotermiche andrebbero ricontrattate e dovrebbe esserci un maggiore riconoscimento del contributo importante che questa fonte di energia toscana dà al raggiungimento dellobiettivo europeo per lItalia dellaumento del 20 per cento delle rinnovabili nel 2020. Le vicende di questi giorni con il rischio nucleare da un lato e i pericoli per lapprovvigionamento delle energie fossili dalla Libia e dal Mahgreb, confermano quanto la scelta delle rinnovabili sia una scelta saggia, strategica e condivisa». Secondo il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, presidente dellAssociazione dei Comuni toscani, la cancellazione del decreto non è una sorpresa. «Purtroppo anche per le rinnovabili assistiamo ad un percorso tipico nei rapporti del governo con Regioni e Comuni, con un uso stressato della delega sulla legislazione concorrente, nella quale ricade la politica energetica. Avevamo chiesto alcune modifiche al decreto ed erano state accolte ma nella scelta finale il governo le ha completamente stravolte nei termini che conosciamo e di cui oggi siamo qui a chiedere il ritiro». Allincontro partecipavano tra gli altri industriali anche il direttore di Power One Giuseppe Ricci e Sebastiano Gattorno della Easy Green, lazienda che dovrebbe rilevare la Isi di Scandicci coi suoi 370 lavoratori in cassa integrazione. (s.p.)