Il Tabernacolo dei Linaioli riportato al suo splendore da Paola Bracco Capolavori da tutta Italia nella mostra Restituzioni 2011. Tesori darte restaurati, appena inaugurata alla Galleria Palatina e negli Appartamenti reali di Palazzo Pitti. Ma da fiorentini un po partigiani, non possiamo non iniziare dal Tabernacolo dei Linaioli di Beato Angelico, tornato a casa al Museo di San Marco dopo 10 anni di cura allOpificio delle Pietre Dure. Sfolgora di colori, dei rossi e arancio nei panneggi delle vesti dei due santi raffigurati negli sportelli, e appena aperto sulle figure centrali della Madonna con bambino, rapisce per il luccichio della foglia doro, per quel manto della Vergine un tempo buio e uniforme, tornato ora illuminato dalle mille sfumature celesti del bianco e del lapislazzulo. Una restituzione davvero miracolosa, opera delle restauratrice Paola Bracco, sotto la direzione di Marco Ciatti dellOpificio, dovuta al lenticolare lavoro scientifico e di sottrazione di massicce ridipinture sulle tavole, da oggi esposte nella Biblioteca di Michelozzo del Museo di San Marco, insieme ad altri oggetti nella mostra curata da Magnolia Scudieri. Un esempio di eccellenza nellarte del restauro e nel mecenatismo, poiché è stato realizzato con contributo di Arpai-Associazione per il restauro del patrimonio italiano, così come le altre 80 opere esposte a Pitti, devono a Intesa Sanpaolo (1 milione e 200 mila euro) la loro rinascita. E il caso del fregio lungo 14 metri in terracotta invetriata della Villa di Poggio a Caiano: commissionato da Lorenzo il Magnifico per la sua residenza estiva, è stato completamente risanato e ora può raccontare la sua storia allegorica del viaggio delle anime. E poi un San Michele Arcangelo, gigante in argento e oro del Duomo di Napoli, un San Sebastiano di Dosso Dossi della Pinacoteca di Brera, e ancora un enorme cratere apulo del IV sec. a. C. del Museo di Ruvo di Puglia con il mito di Niobe, un Busto di Atena del II sec. d. C. in cui la testa antica si fonde con il busto cinquecentesco, e ancora tanti altri dipinti, arazzi, e reperti archeologici "restituiti" grazie alla campagna che Intesa Sanpaolo sostiene da 22 anni nel campo della tutela dei beni culturali su segnalazione delle emergenze individuate dalle soprintendenze. Una festa la presentazione di ieri, a cui sono intervenuti i vertici della banca Giovanni Bazoli e Aureliano Benedetti per Cassa di Risparmio di Firenze, insieme alla soprintendente Cristina Acidini, al curatore Carlo Bertelli, al direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci, anche lui beneficiario di restauri di opere tardoantiche. «Una mostra che è un viaggio nellItalia unita da unoperazione di tutela condivisa» ha sottolineato Acidini. La rassegna è aperta fino al 5 giugno, e dal 17 giugno si sposta a Vicenza nella Galleria di Palazzo Leoni Montanari.