Le indagini diagnostiche, l'accuratezza del tratto del disegno di base sono tutti indizi che fanno pensare che un capolavoro di Raffaello, considerato perduto, sia ricomparso proprio a Urbino, città natale del pittore, dove il dipinto, di cui si ignoravano il grande valore e soprattutto l'autore, era recentemente arrivato per un restauro da Camerino. L'opera (un olio su tavola) raffigura una Madonna col Bambino e potrebbe essere attribuita a Raffaello o, quantomeno, alla cerchia ristretta della sua bottega. A sostenerlo, e la scoperta sarebbe clamorosa, è il professore urbinate Leonardo Buffi, esperto di analisi e indagini diagnostiche su opere d'arte. Il capolavoro, sul quale sono stati effettuati mesi e mesi di seri e scrupolosi accertamenti diagnostici di ogni tipo, viene considerato la replica, autentica, della "Madonna Tempi" del 15078, opera del sommo pittore urbinate che secondo i critici costituisce uno dei suoi più bei lavori raffiguranti il soggetto sacro. Il dipinto, probabilmente realizzato durante il soggiorno romano di Raffaello, ha infatti le identiche dimensioni (75 cm per 51) della Madonna Tempi esposta e conservata all'Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Lo storico dell'arte Giovan Battista Cavalcaselle, nei suoi studi menziona una replica in possesso, nell'Ottocento, del pittore Sogliani a Roma, recante la data "MDX" ( 1510) e le iniziali "R. S." di cui la prima manomessa. L'opera vista dal Cavalcaselle successivamente per una donazione sarebbe finita a Camerino. La tavola scoperta dall'esperto urbinate appartiene al Museo storico Cappuccino che aveva recentemente deciso di restaurarla e farla sottoporre ad indagini diagnostiche per scoprirne l'autore. Proprio queste analisi fanno affermare al professor Buffi che si tratta di un dipinto attribuibile a Raffaello o quantomeno alla sua bottega. La prova che il dipinto è l'autentica replica della Madonna Tempi esposta nella Pinakothek di Monaco di cui parla il Cavalcaselle starebbe «nell'accurato disegno preparatorio a spolvero messo in evidenza grazie all'indagine riflettografica I. R. (infrarossa)». La presenza del disegno a spolvero, sempre secondo Buffi, porta ad «escludere la mano di un copista ma più verosimilmente conferma un lavoro di bottega». L'opera era arrivata nella città natale del divino pittore per essere sottoposta ad un accurato restauro nel prestigioso laboratorio del professor Nino Pieri. «Sulla parte destra della tavola molto ridipinta - spiega Buffi - è presente l'immagine di Sant'Anna realizzata in tempi relativamente recenti e con una diversa tecnica da una mano molto meno felice». Sui visi accostati della Madonna e del Bambino, meglio conservati, «si percepisce la straordinaria forza espressiva raffaellesca che viene comunicata dal tenero abbraccio della maternità colta come fede religiosa». Buffi spiega che dopo una «accurata pulitura e asportazione delle parti aggiunte, con meticolosa precisione ad opera del professor Pieri, il dipinto originale pur molto consunto e frammentario, esposto a radiazioni U. V. (ultraviolette) produce una forte fluorescenza, tipica dei dipinti cinquecenteschi». Sono proprio i risultati prodotti dalla lunga serie di indagini diagnostiche che fanno affermare il professor Buffi: «II dipinto custodito a Camerino è uscito dalla bottega di Raffaello da Urbino». Spetterà adesso agli studiosi stabilire se è addirittura completamente opera del grande genio pittorico del Rinascimento.
Attribuito a Raffaello o alla sua scuola un dipinto, forse la replica della Madonna Tempi
Un dipinto attribuito a Raffaello è stato scoperto a Urbino, città natale del pittore. L'opera, una Madonna col Bambino, è stata scoperta durante un restauro e ha subito indagini diagnostiche. Il professore Leonardo Buffi, esperto di analisi e indagini diagnostiche su opere d'arte, sostiene che il dipinto è autentico e attribuibile a Raffaello o alla sua bottega. L'opera ha le stesse dimensioni della "Madonna Tempi" del 1508, opera di Raffaello, e il disegno preparatorio a spolvero è stato scoperto grazie all'indagine riflettografica I.R. Il dipinto è stato restaurato e ha subito indagini diagnostiche, che hanno rivelato che è un lavoro di bottega.
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