Oggi verranno chiesti altri elementi utili alla perizia sul contributo dei privati LAgenzia del Territorio chiede altri quindici giorni Tramontata la Saxa Rubra del Nord, per il dopo 2015 rispunta lidea della Cittadella della giustizia Sul rebus della gestione la Provincia cambia: sì alla Newco ma senza costi aggiuntivi Per uscire dallimpasse che a tre anni dalla vittoria di Parigi continua a paralizzare Expo, era stato chiamato un "arbitro". Un ente come lAgenzia del Territorio, che avrebbe dovuto stabilire una volta per tutte la congruità del contributo (160 milioni) chiesto a Fondazione Fiera e gruppo Cabassi come contropartita per i diritti volumetrici che avranno dopo il 2015. E, soprattutto, rispondere alleterna domanda: qual è la soluzione migliore per risolvere il nodo terreni? Il comodato duso, appoggiato da Palazzo Marino, o la Newco per lacquisto delle aree voluta dal Pirellone e che, adesso, incassa anche un mezzo via libera dalla Provincia? La risposta, però, non arriverà nemmeno oggi, quando a Palazzo Marino ci sarà comunque una riunione tra tutti i soci e i tecnici dellAgenzia. Perché "larbitro", che ha appena rafforzato la squadra di esperti che se ne occuperà, ha già scritto allamministrazione per chiedere più tempo: per concluderla, la complessa perizia, ci vorranno ancora dieci se non quindici giorni. E più elementi, che i soci dovranno fornire. Un altro rinvio. Per una tabella di marcia sempre più serrata. Perché di tempo, Expo, non sembra averne più. E, nel nuovo tutti contro tutti, ritorna in discussione anche il futuro dellarea. Oltre alle grandi serre con tutte le colture del mondo e il parco, al quartiere residenziale costruito da Fiera e Cabassi, su quel milione di metri quadrati sarebbe dovuta arrivare la Saxa Rubra del Nord. Il trasloco della Rai, però, sembra avviato verso il tramonto e, tra i soci, rispuntano ipotesi di scenari alternativi. A cominciare da quella Cittadella della Giustizia, che avrebbe dovuto nascere a Porto di Mare. Perché non rispolverare per il post-Expo la possibilità di costruire a Rho-Pero il tribunale e un distretto di studi legali vicini a un (potenziato) carcere di Bollate? Al Pirellone, sostengono di essere pronti per rilanciare la società mista tra pubblico (avrebbe il 51 per cento) e privati (Fiera e Cabassi) che possa acquisire i terreni e affidarsi al mercato per la loro successiva valorizzazione. Alloperazione penserebbe la Regione; e Comune e Provincia potranno aderire in seguito. Il piano di Formigoni non è mai tramontato. Come il disegno complessivo: occuparsi della progettazione. Perché la nuova società che possederà i terreni, per il Pirellone potrà anche occuparsi degli appalti, oggi in mano a Expo spa. E, a quel punto, potrebbe rispuntare il protagonismo di Infrastrutture lombarde, il braccio operativo della Regione. La strada del comodato, da sempre delineata da Moratti, sembrava ormai imboccata. Fin dallo scorso ottobre quando, dopo mesi di scontri, Comune, Regione e Provincia sembravano essersi messi daccordo. Ma quellaccordo, dopo cinque mesi, non è ancora chiuso. Da Palazzo Marino, il sindaco resiste sulle linea seguita. Ma il fattore tempo potrebbe essere determinante. Senza contare che il prolungarsi dellimpasse sta facendo saltare strategie e alleanze. Come quella tra Moratti e Podestà. Nella battaglia delle aree, sono sempre stati vicini. Ma, adesso, anche il presidente della Provincia sembra aver perduto la pazienza. A corto di soldi e con una richiesta (non ancora accolta) a Giulio Tremonti per una deroga al patto di stabilità, da Palazzo Isimbardi parte una sfida al sindaco: «Il Comune dovrebbe completare laccordo di programma sul comodato così come è stato siglato nellintesa a tre». Alla Regione che ripropone la Newco, però, arriva un via libera, insieme a un avvertimento: «Diciamo sì, ma se non comporterà ulteriori oneri».