Non solo cemento e scempi ambientali. C'è una parte del Belpaese che si batte per rimanere tale o per tornare ad esserlo. E che scommette sul paesaggio. Attraverso progetti di riqualificazione del territorio, anche urbano, azioni di salvaguardia e pianificazione sostenibile. Uno spaccato di questa Italia, che investe sui propri tesori, è formato dai partecipanti alla selezione per la seconda edizione, del premio paesaggio del Consiglio europeo di Strasburgo, che sarà assegnato entro il prossimo giugno. La procedura per scegliere la candidatura italiana, organizzata dal ministero per i Beni culturali nel corso del 2010, ha visto la presentazione di 95 progetti (realizzati da almeno 3 anni) da parte di altrettante amministrazioni pubbliche, dai quali è stata poi selezionata una top-ten. A spuntarla, alla fine, è stata Carbonia, in Sardegna, con il progetto "Landscape Machine", presentato dal comune, in collaborazione con l'università di Cagliari, e dedicato al restauro urbano della città fondata nel 1938 e alla riqualificazione dell'area dell'ex miniera di carbone intorno alla quale si è sviluppato il centro abitato. Il progetto sarà raccontato a partire da oggi in una tre-giorni dedicata al lancio ufficiale della candidatura italiana. «Gli interventi sono iniziati nel 2001- spiega Giampaolo Porcedda, responsabile del progetto e dirigente del servizio tecnico del comune di Carbonia - con il contributo di fondi europei, statali, regionali e comunali. Le risorse, superiori a 100 milioni di euro, dovevano essere spese entro il 2007 e così è stato fatto». Rilevante è stata la partecipazione della popolazione locale, come richiede il regolamento del premio paesaggio: «Tutti gli interventi - sottolinea Porcedda - sono stati infatti condivisi e concertati con i cittadini».