Le classifiche Beni culturali Accademie, chiese, piazze: un percorso (reale e virtuale) unisce i luoghi storici della città. Un' iniziativa per i 150 anni I l Musée Carnavalet di Parigi, il London Museum (quasi perduto negli spazi del Barbican House Estate), l' Amsterdam Historische Museum, il Museum der Stadt di Vienna: il museo della città è, da sempre, un tema difficile da affrontare e che, spesso, ha finito per produrre solo spazi dall' aria polverosa, poco invitanti e ben poco moderni. Per questo in qualche modo sorprende, ma non più di tanto, la recentissima apertura (giusto in tempo per i festeggiamenti del 150 dell' Unità d' Italia) di «MuseoTorino». Non un nuovo museo, ma «un museo nuovo» come spiega Daniele Lupo Jalla, coordinatore dei servizi museali della città e anima del progetto nato nel 2009, che aggiunge con orgoglio: «È un modello di museo virtuale e reale allo stesso tempo unico nel panorama italiano, ma anche in quello europeo». In pratica si tratta del primo modello di «museo diffuso» fatto di musei (dall' Egizio alla Galleria d' arte moderna, da Palazzo Reale al Museo delle Ferrovie), di accademie, di chiese, di piazze, di giardini e di tutti quei luoghi «in cui sono custodite le testimonianze di Torino», antiche e moderne che siano: la lapide dedicata a Niccolò Tommaseo come l' installazione di Giulio Paolini, la Torre della Consolata come il Grattacielo della Rai, Porta Palatina come la Basilica paleocristiana di San Giovanni, il Parco del Valentino come il busto di Luigi Kossuth («patriota e generale ungherese che a lungo soggiornò a Torino come esule»). Essendo un «luogo essenzialmente virtuale», «MuseoTorino» può contare innanzitutto su un sito (www.museotorino.it) sviluppato utilizzando tecnologie e piattaforme di ultima generazione (il Web 3.0 e il database di nuova generazione GraphDB) che assicurano la condivisione dei dati e che, secondo Jalla, «avranno il compito di conservare e comunicare la conoscenza della città reale». Sul sito si potranno così trovare tutte le informazioni sui cosiddetti «luoghi storici» con tanto di breve cartellino identificativo e relativi apparati. Proprio come in un museo. Cliccando, ad esempio, su Mole Antonelliana compare una scheda che recita: «Progettata nel 1862 dall' ingegnere Alessandro Antonelli, doveva essere la sinagoga torinese, ma dopo i contrasti sorti con la committenza, l' edificio fu portato a termine dal Comune diventando la sede del Museo nazionale del Risorgimento italiano e dal 2000 quella del Museo nazionale del cinema» (il tutto corredato da fototeca e link). La scommessa di www.museotorino.it è anche molto altro: una biblioteca e una mediateca da consultare in rete e la possibilità di scoprire (direttamente via i-phone) la Torino meno nota (magari quella medievale o quella barocca). E ancora: una cartografia sempre aggiornata della città; un album d' autore con le immagini di dieci fotografi torinesi; un video di 25 minuti (ora proiettato su una serie di grandi schermi piazzati a Palazzo Madama) firmato da Alex Donadio e che racconta la città «come era, come è»; una rivista su carta che, nel suo primo numero, è dedicata alle Officine Grandi Riparazioni (Ogr) che attualmente ospitano ben tre mostre nell' ambito del centocinquantenario (Fare gli italiani, Stazione futuro, Artieri domani). Ma forse la sfida più grande è quella di affidare questo patrimonio non solo alle istituzioni (Comune, Soprintendenze, Universitaria oltre a sponsor privati come Compagnia di San Paolo, Iren Spa, Gtt) ma direttamente ai cittadini: «Da giugno - annuncia Jalla - il sistema sarà in grado di gestire la creazione e la modifica dei contenuti del sito», secondo la filosofia di Wikipedia: «consentendo a tutti di aggiungere informazioni, di aggiornarle ma anche di segnalare le eventuali imprecisioni». Insomma, da giugno, per conoscere le ultime scoperte sulle «spade lunghe» dell' Armeria Reale, sulla casa di Filiberto Pingone (che fu storico di corte del duca Emanuele Filiberto di Savoia), sul Cinema Eridano o sul Monumento all' Alfiere dell' Esercito sardo, basterà davvero un click. Bucci Stefano Pagina 44
TORINO - Nasce a Torino il primo museo diffuso d' Italia
Il MuseoTorino è un progetto di museo virtuale e reale nato nel 2009. È un modello unico che unisce luoghi storici della città di Torino, come accademie, chiese, piazze e giardini, con tecnologie di ultima generazione. Il sito web (www.museotorino.it) offre informazioni sui luoghi storici con cartellini identificativi e apparati, e consente ai cittadini di aggiungere e modificare contenuti. Il progetto ha lo scopo di condividere la conoscenza della città reale e di creare una biblioteca e una mediateca online.
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