I capolavori restituiti Fregi, tabernacoli e altri tesori restaurati in vent' anni L' evento La mostra «Restituzioni 2011», curata da Carlo Bertelli, si inaugura domani a Firenze: prima (ore 18) a Palazzo Pitti, dove sono accolte 79 delle 80 opere restaurate grazie al programma promosso e curato da Intesa Sanpaolo; poi al Museo di San Marco per «Il tabernacolo dei linaioli» del Beato Angelico Il catalogo (di cui antici- piamo qui la prefazione di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza Intesa Sanpaolo) è edito da Marsilio N el 1989, quando Feliciano Benvenuti, allora presidente della Banca Cattolica del Veneto, diede vita alla prima edizione di Restituzioni, non avrebbe forse immaginato che il fecondo rapporto instaurato con le soprintendenze del Veneto avrebbe a poco a poco varcato i confini regionali per estendersi, con il crescere della Banca, a una realtà territoriale sempre più vasta, sino a raggiungere la dimensione nazionale. I drammatici avvenimenti che hanno recentemente riguardato il patrimonio artistico italiano, dai crolli della Domus aurea a quelli delle Domus di Pompei, hanno richiamato l' attenzione generale sulla situazione critica in cui si trovano le istituzioni pubbliche preposte alla tutela. Risulta così confermata la lungimiranza della formula messa a punto ormai più di vent' anni or sono con Restituzioni. Con la fattiva collaborazione istituita tra un privato, oggi Intesa Sanpaolo, e gli organismi pubblici competenti, le soprintendenze, volta a fronteggiare la sempre più urgente, quanto cronica, necessità di fondi indispensabili alla salvaguardia del patrimonio storico-artistico del Paese, si sono individuate le linee di una strategia ancor oggi valida e che, nel pieno rispetto di ruoli e competenze, implica da parte del privato un coinvolgimento sistematico e continuativo sul piano organizzativo, che va ben oltre il mero sostegno economico elargito saltuariamente. Le opere di cui, con cadenza biennale, il programma Restituzioni assicura il restauro vengono indicate dalle Soprintendenze sulla base delle necessità segnalate dai territori di competenza. Alla fase dei restauri seguono l' appuntamento espositivo, che permette al grande pubblico di conoscere i risultati ottenuti, e la pubblicazione di un catalogo, cui storici dell' arte e archeologi lavorano per mettere a disposizione degli studiosi gli aggiornamenti frutto degli studi e delle ricerche effettuati nel corso dei restauri. In ogni edizione di Restituzioni, ai manufatti di ambito archeologico si affiancano opere appartenenti a vari periodi artistici, in un arco di tempo che va dal periodo protostorico al XIX secolo, realizzati con materiali e tecniche esecutive estremamente diversificati, che offrono alla scienza del restauro le casistiche più ampie per confronti e verifiche delle proprie metodologie. Dal 1989 ad oggi Restituzioni ha dato vita ad una «raccolta virtuale» che ha ampiamente superato le 600 opere mobili restaurate, cui si affiancano gli interventi a scala monumentale: uno fra tutti, il restauro degli affreschi attribuiti a Stefano fiorentino nella chiesa dell' abbazia di Chiaravalle milanese, portato a termine nel 2009, a coronamento dei vent' anni di attività del progetto. Con questa edizione, la quindicesima, il progetto ha varcato i confini di Veneto e Lombardia e, oltre a confermare un rapporto già avviato con Napoli e con i Musei Vaticani, ha coinvolto opere in Piemonte, in Puglia, a Roma e a Firenze. Per offrire a un pubblico sempre più ampio la possibilità di ammirare le opere restaurate, l' esposizione finale è divenuta itinerante. Grazie alla importante partnership instaurata con la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della Città di Firenze, viene inizialmente ospitata nella prestigiosa sede di Palazzo Pitti e successivamente nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza. Approdando a Firenze, città che vanta una lunga e importante tradizione nell' ambito del restauro, il progetto Restituzioni ha scelto di intervenire su due opere di straordinario pregio: il fregio in terracotta invetriata della villa medicea di Poggio a Caiano, esposto a Palazzo Pitti, raffigurante La sorte dell' Anima (un capolavoro emblematico non solo dell' età di Lorenzo il Magnifico, probabile committente, ma della storia artistica e culturale di tutto l' Umanesimo fiorentino) e il Tabernacolo dei linaioli del Beato Angelico. Per il restauro di quest' ultimo, magistralmente condotto dall' Opificio delle pietre dure, Intesa Sanpaolo ha affiancato Arpai - Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano, in un felice incontro tra realtà private pronte a fare la propria parte accanto alle istituzioni pubbliche. Inoltre, insieme alla Banca Cr Firenze, banca del Gruppo, ha sostenuto la mostra monotematica sul Tabernacolo promossa dalla Soprintendenza per il Polo museale fiorentino e dall' Opificio delle pietre dure, presso il Museo di San Marco. Con questo intervento, Restituzioni rende omaggio a due capolavori del nostro Rinascimento, nella città che è stata la culla di uno dei più alti momenti artistici e culturali del nostro Paese. RIPRODUZIONE RISERVATA BAZOLI GIOVANNI Pagina 45 (20 marzo 2011) - Corriere della Sera] Arte Arte Firenze Si apre domani la mostra dedicata alle ultime opere recuperate dal programma di Intesa Sanpaolo I capolavori restituiti Fregi, tabernacoli e altri tesori restaurati in vent' anni L' evento La mostra «Restituzioni 2011», curata da Carlo Bertelli, si inaugura domani a Firenze: prima (ore 18) a Palazzo Pitti, dove sono accolte 79 delle 80 opere restaurate grazie al programma promosso e curato da Intesa Sanpaolo; poi al Museo di San Marco per «Il tabernacolo dei linaioli» del Beato Angelico Il catalogo (di cui antici- piamo qui la prefazione di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza Intesa Sanpaolo) è edito da Marsilio N el 1989, quando Feliciano Benvenuti, allora presidente della Banca Cattolica del Veneto, diede vita alla prima edizione di Restituzioni, non avrebbe forse immaginato che il fecondo rapporto instaurato con le soprintendenze del Veneto avrebbe a poco a poco varcato i confini regionali per estendersi, con il crescere della Banca, a una realtà territoriale sempre più vasta, sino a raggiungere la dimensione nazionale. I drammatici avvenimenti che hanno recentemente riguardato il patrimonio artistico italiano, dai crolli della Domus aurea a quelli delle Domus di Pompei, hanno richiamato l' attenzione generale sulla situazione critica in cui si trovano le istituzioni pubbliche preposte alla tutela. Risulta così confermata la lungimiranza della formula messa a punto ormai più di vent' anni or sono con Restituzioni. Con la fattiva collaborazione istituita tra un privato, oggi Intesa Sanpaolo, e gli organismi pubblici competenti, le soprintendenze, volta a fronteggiare la sempre più urgente, quanto cronica, necessità di fondi indispensabili alla salvaguardia del patrimonio storico-artistico del Paese, si sono individuate le linee di una strategia ancor oggi valida e che, nel pieno rispetto di ruoli e competenze, implica da parte del privato un coinvolgimento sistematico e continuativo sul piano organizzativo, che va ben oltre il mero sostegno economico elargito saltuariamente. Le opere di cui, con cadenza biennale, il programma Restituzioni assicura il restauro vengono indicate dalle Soprintendenze sulla base delle necessità segnalate dai territori di competenza. Alla fase dei restauri seguono l' appuntamento espositivo, che permette al grande pubblico di conoscere i risultati ottenuti, e la pubblicazione di un catalogo, cui storici dell' arte e archeologi lavorano per mettere a disposizione degli studiosi gli aggiornamenti frutto degli studi e delle ricerche effettuati nel corso dei restauri. In ogni edizione di Restituzioni, ai manufatti di ambito archeologico si affiancano opere appartenenti a vari periodi artistici, in un arco di tempo che va dal periodo protostorico al XIX secolo, realizzati con materiali e tecniche esecutive estremamente diversificati, che offrono alla scienza del restauro le casistiche più ampie per confronti e verifiche delle proprie metodologie. Dal 1989 ad oggi Restituzioni ha dato vita ad una «raccolta virtuale» che ha ampiamente superato le 600 opere mobili restaurate, cui si affiancano gli interventi a scala monumentale: uno fra tutti, il restauro degli affreschi attribuiti a Stefano fiorentino nella chiesa dell' abbazia di Chiaravalle milanese, portato a termine nel 2009, a coronamento dei vent' anni di attività del progetto. Con questa edizione, la quindicesima, il progetto ha varcato i confini di Veneto e Lombardia e, oltre a confermare un rapporto già avviato con Napoli e con i Musei Vaticani, ha coinvolto opere in Piemonte, in Puglia, a Roma e a Firenze. Per offrire a un pubblico sempre più ampio la possibilità di ammirare le opere restaurate, l' esposizione finale è divenuta itinerante. Grazie alla importante partnership instaurata con la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della Città di Firenze, viene inizialmente ospitata nella prestigiosa sede di Palazzo Pitti e successivamente nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo a Vicenza. Approdando a Firenze, città che vanta una lunga e importante tradizione nell' ambito del restauro, il progetto Restituzioni ha scelto di intervenire su due opere di straordinario pregio: il fregio in terracotta invetriata della villa medicea di Poggio a Caiano, esposto a Palazzo Pitti, raffigurante La sorte dell' Anima (un capolavoro emblematico non solo dell' età di Lorenzo il Magnifico, probabile committente, ma della storia artistica e culturale di tutto l' Umanesimo fiorentino) e il Tabernacolo dei linaioli del Beato Angelico. Per il restauro di quest' ultimo, magistralmente condotto dall' Opificio delle pietre dure, Intesa Sanpaolo ha affiancato Arpai - Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano, in un felice incontro tra realtà private pronte a fare la propria parte accanto alle istituzioni pubbliche. Inoltre, insieme alla Banca Cr Firenze, banca del Gruppo, ha sostenuto la mostra monotematica sul Tabernacolo promossa dalla Soprintendenza per il Polo museale fiorentino e dall' Opificio delle pietre dure, presso il Museo di San Marco. Con questo intervento, Restituzioni rende omaggio a due capolavori del nostro Rinascimento, nella città che è stata la culla di uno dei più alti momenti artistici e culturali del nostro Paese. BAZOLI GIOVANNI Pagina 45