«Caro ministro, così non si può andare avanti. L'anfiteatro Flavio è in uno stato pietoso, con erbacce dappertutto ed il degrado che avanza. Faccia qualcosa ed al più presto!». Questa la sintesi della lettera, con tanto di documentazione fotografica, che il capogruppo forzista di Pozzuoli, Alfonso Trincone, inviò qualche tempo fa al ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani. Dopo più di due mesi la segreteria di Urbani ha risposto a Trincone, preannunciandogli non solo l'avvio degli interventi manutentivi più urgenti, ma anche le azioni di valorizzazione pianificate dalla sovrintendenza ai Beni archeologici di Napoli e Casella, così come dalla stessa comunicate al ministero in una lettera. «La sovrintendenza ai Beni Archeologici ha inserito nell'ambito dell'accordo di Programma Quadro tra l'Amministrazione e la regione Campania due specifici interventi, finanziati ed approvati, per i quali si sta espletando le procedure di gara - si legge nella comunicazione della sovrintendenza inviata al ministro Urbani -. Il primo di questi interventi, finanziato con 1 milione di euro, è destinato alla realizzazione dei servizi necessari all'esecuzione delle manifestazioni culturali presso l'anfiteatro flavio, con la realizzazione di camerini per gli attori, delle strutture per la vendita dei biglietti, dei servizi igienici per gli artisti ed il pubblico e di una bouvette. Il secondo intervento, invece, è stato finanziato con 1 milione e mezzo di euro ed è destinato ad assicurare la conservazione dell'edificio, con il restauro conservativo delle strutture maggiormente compromesse dall'azione degli agenti atmosferici e dai numerosi fenomeni sismici che dal 1970 al 1984 hanno interessato la zona flegrea, con il ripristino dell'antico impianto di smaltimento delle acque e la creazione, sotto i fòrnici del grande ambulacro interno, di un piccolo museo dell'opera».