Si archivierà l'azienda speciale e si darà vita ad una nuova gestione Per il Comune però è difficile trovare i partner necessari La scadenza dovrebbe essere settembre: subito dopo l'estate il sindaco, Mauro Favilla, vuole istituire la Fondazione teatro del Giglio, per archiviare l'azienda speciale e inaugurare una nuova gestione. Lontano dai disavanzi, possibilmente. Il percorso si preannuncia tortuoso: la Provincia non pare interessata a entrare in questo ente; la Regione ha archiviato da anni questo tipo di partecipazioni; la Fondazione Crl non entrerà, anche se garantisce un sostegno (economico. L'unico partner certo, al momento, dunque, sembra essere la fondazione Banca del Monte. Questo dato, però, non scoraggia il sindaco. Per arrivare ai due milioni di capitale sociale che sembrano essere necessari, infatti, Mauro Favilla si rivolgerà ad altri Comuni con una tradizione teatrale consolidata. Non tanto quelli della Versilia - già presenti nella fondazione La Versiliana di Pietrasanta e nella fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago - quanto quelli della Mediavalle, Garfagnana e Piana: Borgo a Mozzano, Bagni di Lucca, Barga, Castelnuovo e Montecarlo. Il processo, però, richiederà non meno di quattro o cinque mesi di lavoro. E se c'è un dato certo, a questo punto, è che non sarà l'attuale consiglio di amministrazione del Giglio a gestirlo. L'attuale cda, infatti, è in scadenza, perché sfiduciato dal consiglio comunale. Sia che i membri decidano di dimettersi, sia che decadano per la presentazione del secondo bilancio in rosso consecutivo, da metà aprile (o giù di lì) non gestiranno la fase di passaggio dall'azienda speciale (a totale partecipazione pubblica) alla Fondazione del teatro, a partecipazione mista, pubblico-privato. Infatti, a capo del Giglio - come già anticipato qualche settimana fa dal Tirreno - il sindaco metterà un commissario. Potrebbe essere lui stesso, o «potrebbe essere un assessore, un consigliere comunale o magari anche un esterno all'amministrazione. Non ho ancora deciso. So per certo, però, che il Giglio in tempi brevi verrà affidato a un commissario, chiamato a reggerlo fino a quando non sarà costituita la Fondazione». Sul fatto che venga creata Favilla non ha dubbi: «Andrò avanti anche se dovessi partire solo con tre enti. Considerando che la fondazione è "aperta" altri soggetti potranno aggiungersi in seguito, sia pubblici che privati. Fra l'altro, in questi mesi studieremo anche forme diverse di sostegno, come quella economica assicurata dalla Fondazione Crl. Del resto, si può essere vicini al Giglio anche senza parteciparne il capitale». L'impegno, dunque, a creare la fondazione del Giglio c'è. Ma la certezza che possa garantire pareggi di bilancio, invece, non esiste: «Neppure la gestione transitoria con il commissario ci dà questa garanzia. Il problema - ammette Favilla - è presto spiegato. Oggi la sola gestione del teatro, ha un costo fisso annuo di circa 1 milione e 650mila euro. Si tratta di costi insopprimibili, visto che sono, ad esempio, per personale chiamato a svolgere mansioni secondo quanto ci impone la legge. I ricavi dei biglietti e le eventuali sponsorizzazioni, servono per coprire i costi dell'attività artistica, ma non bastano per tutte le spese obbligate. Quindi, dovremo trovare una soluzione diversa». Che ancora non c'è. In compenso, è chiaro che, in presenza di una Fondazione Teatro del Giglio è sicuro che gli eventuli disavanzi non ricadranno tutti sulle spalle del Comune (com'è successo finora) ma verranno ripartiti fra i soci. Intanto, però, è sempre Palazzo Orsetti a pagare: anche per il 2011 garantirà al teatro un contributo di 1,5 o 1,6 milioni. Parola di sindaco.