Aidone. Ha passato tre giorni e tre notti con un'affascinante donna, tagliata in sette pezzi. Ma il distinto signore non è un maniaco sessuale, né un serial killer. «Piano, fate piano con quelle casse». Enrico Caruso, direttore del museo archeologico di Aidone, ancora non crede ai suoi occhi. Missione compiuta: la Venere è tornata a casa dopo trent'anni. Ieri mattina è arrivato il tir con le sette casse e il basamento antisismico della preziosissima opera del V secolo a. C., trafugata dal sito archeologico di Morgantina e poi protagonista di un'intricata telenovela fra tombaroli, magnati, musei e guerre diplomatiche. Partito dal Paul Getty Museum di Miami mercoledì, il tesoro - preso in consegna dal Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri - era arrivato a Roma il 17. E ieri mattina, poco dopo le sette, la nave proveniente da Civitavecchia è arrivata al porto di Palermo. Poi l'ultimo tragitto prima dell'abbraccio dei discendenti del popolo, quello di Morgantina, che già l'adorava due millenni e cinque secoli fa. E per accoglierla tutto il paese è sceso in strada, con la banda musicale a ritmare una giornata storica. Che, come tutte le giornate storiche, ha pure i suoi attimi di panico: due delle sette casse in cui è sezionata l'opera non entrano dall'ingresso del museo. «I container - spiegano i tecnici - sono avvolti da un doppio involucro ammortizzato e quindi non potevano essere più piccoli di così». Ma non si potevano certo aprire le casse "fuori taglia" e davanti a tutti e quindi s'è passato al piano B: è stato aperto un altro ingresso e tutto è bene ciò che finisce bene. Domani arriveranno i tecnici del museo californiano e giovedì la statua dovrebbe essere rimontata nei suoi due metri e venti di splendore. Alle 11,18 un militare dell'Arma certifica la notizia alle autorità assortite che fanno da spettatori all'insolito trasloco-show: «Operazioni concluse, la Venere è tornata a casa». Il sindaco Filippo Ganci non nasconde la commozione: «È come una di famiglia che torna a casa e penso che siamo riusciti ad accoglierla nel migliore dei modi». Eppure ieri non è stata una fine. Ma un inizio. Parte la corsa di un intero paese, di un'orgogliosa comunità dell'ombelico della Sicilia. Per riuscire a indossare il vestito buono nel giorno dell'inaugurazione (prevista nella prima decade di maggio), magari nascondendo qualche cucitura strappata. Confermata l'indisponibilità del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si aspettano almeno un paio di ministri, con il probabile "esordio" del prossimo titolare della Cultura, Giancarlo Galan. Festa grande al museo, sarà allestita una struttura tensostatica in piazza Giovanni Paolo II, che fungerà da quartier generale dell'evento. Ma il vero problema non è il "V-day". Quello passa e comunque vada sarà un successo. Qui la cosa che spaventa di più è la sfida delle sfide: essere degni di ospitare una meraviglia senza paragoni nel Mediterraneo. «Ce la faremo - assicura il sindaco - anche perché ormai tutte le istituzioni stanno facendo la loro parte: ci vediamo due-tre volte a settimana, nulla sarà lasciato al caso». Infiltrandosi nel museo la sensazione è però quella di un cantiere ancora aperto. Ma il direttore Caruso garantisce: «C'è ancora qualche dettaglio da sistemare, ma il grosso è fatto: climatizzazione, sistemi di sicurezza, organizzazione delle sale e dei servizi». Tra i nodi da sciogliere la mancanza di un sito Internet (ci lavora la Regione) e il prezzo del biglietto ancora da fissare. «Si sta studiando l'ipotesi - conferma Fulvia Caffo, sovrintendente ai Beni culturali di Enna - di un ticket unico per il museo della Venere, il sito di Morgantina e la Villa romana di Piazza Armerina. Sarà un'offerta unica, competitiva a livello nazionale». E poi c'è il progetto di allargamento del museo: «Il milione di euro di fondi del Lotto - ricorda il direttore Caruso - saranno investiti anche un padiglione con spazi e servizi aggiuntivi». E le ricadute economiche? Cosa devono aspettarsi i giovani di Aidone? «Il turismo - assicura Fabrizio Cianciolo, presidente della Pro Loco - sarà la nuova frontiera. Ci stiamo lavorando tutti, in molti stanno aprendo ristoranti, bb, negozi». Come Leonardo Pellegrino, ex calciatore professionista, che ha investito parte del suo "tesoretto" pallonaro nel negozio della moglie: «Ci stiamo attrezzando per vendere souvenir, guide e gadget turistici. Qualcuno dice che ci sono talmente tante speranze si rischia una cocente delusione. Ma io sono ottimista». E perché non esserlo, in questo giorno meraviglioso. C'è la banda, ci sono le luculliane tavolate di San Giuseppe. È come festeggiare assieme le feste dell'unità (di un paese davanti a una svolta) e della liberazione (da un "oltraggio" lungo trent'anni). La musica è finita, i musicanti vanno al bar. Scende una fastidiosa pioggia. E pensi al sole perenne della California. Ma ora la Venere è qui. A casa, finalmente. E Aidone, stanotte, s'addormenterà felice. Nonostante paure e ritardi. Sentendosi, nel suo piccolo, molto meglio di Miami. 20032011 Aidone. Il sindaco Gangi sull'arrivo della Venere «Accolta con l'affetto per un parente lontano» La soprintendente, il direttore del museo e gli ufficiali dei carabinieri Aidone. Finalmente è arrivata nella sua casa, attesa da circa 30 anni. La Venere di Morgantina, l'emigrata più illustra, dopo decenni di esilio forzato, è giunta nella città, da dove è stata trafugata tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80. Felicità, tanta commozione e qualche lacrima, tra le note della banda musicale cittadina, per festeggiare questo arrivo che a molti sembrava un sogno. «L'abbiamo accolta - ha detto il sindaco Filippo Gangi - con l'affetto e l'attesa con cui si accoglie un parente lontano». La statua è arrivata intorno alle 10, scortata dai carabinieri su un camion della ditta romana Arterìa, con cinque operai, che rimarranno ancora diversi giorni aspettando i tecnici del Getty per l'operazione di disimballaggio. Molti in paese non sapevano che oggi (ieri per chi legge) sarebbe arrivata la statua, così non appena si è sparsa la voce tanti aidonesi si sono portati nella piazza del museo attendendo fino a che tutte le casse, contenenti la statua, non entrassero al museo, accompagnate da scroscianti applausi. Lavoro non facile, a causa dello spessore dei rinforzi delle casse, che ha bloccato fuori dall'ingresso secondario, per diverso tempo, la statua, per cui alla fine si è optato per farla entrare dall'ingresso principale, quello dell'ex chiesa annessa al Museo, dove però si son dovute smontare le porte. «Abbiamo vinto una battaglia, ma siamo solo all'inizio. Altre ce ne aspettano perché ora dobbiamo fare in modo che arrivi quel flusso di turisti di cui Aidone ha bisogno - ha detto Totuccio Miroddi, presidente della seconda commissione consiliare provinciale». Tra i tanti problemi, quelli legati alla viabilità. «Entro un mese - ha detto ancora Miroddi - dovrebbe essere sistemata la Sp 4. Entro giugno, invece, l'Anas dovrebbe completare il tratto della Ss 288 che da Piazza Armerina, dopo il Ciappino, nel punto del ponte grande fino a Morgantina». Tra le autorità presenti, il comandante Giuseppe Marseglia del Nucleo carabinieri tutela patrimoniale culturale di Palermo, il capitano Michele Cannizzaro della Compagnia dei carabinieri di Piazza Armerina, il maresciallo Angelo Conti della stazione dei carabinieri di Aidone, la soprintendente di Enna Fulvia Caffo e il direttore del Parco archeologico di Morgantina Enrico Caruso, al quale è toccato la responsabilitàsoddisfazione di lavorare ad un progetto così importante come quello del rientro della Venere di Morgantina ad Aidone. Il direttore, sta predisponendo peraltro un progetto per l'ampliamento della struttura museale, in previsione di un aumento del flusso di visitatori. Angela Rita Palermo 20032011