Roma, 1911: la grandiosa ricostruzione nell'ambito della Esposizione Etnografica in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia Uscendo dall'Esposizione Etnografica, ci si trova nella zona delle attrazioni. Quella che riscuote il maggiore interesse è una grandiosa nave romana, un centinaio di metri di lunghezza. "In essa si trova impiantato quanto di più elegante e di più divertente si possa immaginare: restaurant, cinematografo, balli, teatro, Skating-ring, ponti mobili, sorprese, bizzarrie, vendite originali, birrerie, concerti, ecc.". Il linguaggio datato può già mettere sull'avviso: si tratta dell'Esposizione tenuta a Roma nel 1911. La nave romana, quindi, precede di molto Disneyland. Niente di nuovo sotto il sole. La grandiosa ricostruzione era frutto di un investimento privato; il tutto nell'ambito di una grandiosa mostra di beni culturali, come si direbbe oggi. Realizzazioni in sinergia tra pubblico e privato; ma con chiara distinzione tra «attrazioni» ed «esposizioni». All'uscita della grande mostra, in due costruzioni, si vendevano diversi prodotti di artigianato ARTIstico; c'era anche un ristorante con terrazza sul Tevere. Le manifestazioni del 1911 per commemorare il 50 anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia, infatti, compresero la mostra di Roma per le Arti e quella di Torino per l'Industria. L'Italia cercava di dare un quadro unitario di sé attraverso la presentazione di opere d'arte e tradizioni. A Roma si tenne una serie di esposizioni e manifestazioni per Archeologia, Belle Arti, Musica e Drammatica, Etnografia. In particolare, la Mostra Etnografica ha un'importanza notevole: la prima fase della museografia etnografica e di tradizioni popolari in Italia si ha negli anni a cavallo tra XIX e XX secolo, con personaggi come G. Pitré in Sicilia e L. Loria a Firenze e poi a Roma. La mostra nell'occasione della Esposizione Nazionale di Palermo nel 1891-92, la mostra a Roma nel 1911 costituiscono punti fermi. Dal punto di vista museografico si trattava di un'estensione del collezionismo delle «arti minori» al campo delle tradizioni popolari. La mostra etnografica proponeva costumi e artigianato tradizionali di varie parti d'Italia. Ci si poneva il problema della conoscenza delle tradizioni locali; ma anche di tradizioni che si andavano perdendo: "l'emigrazione ha tolto non solo forti braccia di contadini alla terra, ma anche geniali menti di artisti a quest'arte nobilissima. Un collaboratore del dott. Loria, in un paesello d'Abruzzo, dove si era recato per raccogliere appunto alcuni di questi anelli, ne comprò uno da un contadino, che l'aveva finito proprio allora. Dopo qualche tempo gli venne desiderio di averne degli altri. Ritornò nel paesello, ma il contadino non c'era più: era partito anch'egli per l'Argentina." In quegli anni non si emigrava in Italia, ma dall'Italia. I padiglioni della mostra regionale furono realizzati dalle regioni, con un contributo del comitato centrale, "fermano un momento storico nella produzione artistica e nell'operosità industriale o commerciale delle singole parti d'Italia". Il padiglione siciliano, opera di Basile, riecheggiava l'architettura arabo-normanna dell'Isola; "Entrando, troviamo un ampio vestibolo a somiglianza di quello che ancora si ammira nel palazzo della Zisa, con le stesse decorazioni e le stesse vôlte, dal quale si accede, per due gallerie laterali, a un salone posteriore in cui le rivestiture di maiolica e di mosaico sono di schietta derivazione araba". Una cosa diversa invece, ma legata da un filo logico ideale, era l'esposizione Etnografica, realizzata integralmente dal Comitato. Il "Gruppo Etnografico Siciliano" comprendeva una ricostruzione della piccola Cuba; una fabbrica di ceramiche di Caltagirone, circondata da fabbricati rustici; ospitava una fabbrica di carretti siciliani e un teatro per l'Opera dei Pupi. La mostra archeologica, alle Terme di Diocleziano mirava a "mostrare l'opera di incivilimento compiuta da Roma nel mondo antico". Tempo dopo, in un contesto storico diverso, costituirà il punto di partenza per la Mostra Augustea della Romanità; e quindi per il Museo della Civiltà Romana. E' interessante anche scorrere i prezzi dei biglietti d'ingresso. Oltre all'ingresso a ogni mostra, o a tutte e 5 con lo sconto, è prevista una serie di abbonamenti: per tutta la durata o per 15 giorni, a una mostra o a tutte; con sconti ulteriori per i familiari (fino a 5). Evidentemente gli organizzatori pensavano a visitatori che dovevano tornare più volte. Il turismo di massa non c'era ancora. 21032011