Porte chiuse che si riaprono o che si aprono per la prima volta. E che svelano nuovi dettagli su una storia di re, di regine e di antichi fasti. La Reggia di Caserta svuota i depositi, apre le stanze e restituisce al pubblico meraviglie inedite o dimenticate. Giovedì alle 10.30 il taglio del nastro per la piccola rivoluzione che interesserà la fruizione del sito. Ampliamento dell'offerta, che significa nuova valorizzazione, una più forte capacità di attrazione, nuova luce sul complesso vanvitelliano e sui monumenti di Terra di Lavoro. Il nome scelto per l'evento è a ragion veduta sontuoso e regale. «Maestà Regia - Arte a Palazzo, dai Farnese ai Borbone». La casa dei re presenta i nuovi spazi espositivi, la nuova Quadreria, il riordino e l'ampliamento delle collezioni, la riapertura di tutte le sale degli appartamenti reali e un nuovo itinerario denominato «La Scala Regia da cielo a terra». Partiamo da qui: un percorso architettonico all'interno del monumento, recuperato attraverso un intervento di restauro già da diversi anni e mai aperto al pubblico. Attraverso la scala «da cielo a terra» si arriva fin sopra la volta ellittica e sotto i tetti del Palazzo. Ma cose mai viste si potranno ammirare anche nell'Appartamento storico riordinato e ampliato grazie all'apertura di nuove stanze rimaste per anni relegate a ruolo di ripostiglio. Quadri, soprattutto, dimenticati nei depositi che ora trovano nuova collocazione all'interno di sale tematiche. Lavori orientali, sacri, ritratti di famiglia e Fasti Farnesi offriranno un percorso riorganizzato tra la Quadreria e la Pinacoteca, con opere che nessuno che sia nato negli ultimi cinquant'anni ha mai potuto vedere. Quello riservato a «Maestà Regia» è un battesimo con testimoni importanti, a sottolineare che le istituzioni ci sono. Mario Resca, direttore generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac e il presidente della Provincia di Caserta Domenico Zinzi saranno accanto alla soprintendente per i beni architettornici di Caserta e Benevento Paola Raffaella David. «Ho lavorato a questo progetto per tutto il 2010, e ora finalmente è arrivato il momento che aspettavamo: grazie alla riapertura di spazi museali inspiegabilmente mai aperti negli anni scorsi nonostante i restauri, il pubblico potrà fruire di un'offerta più ricca e vasta. E devo dire che in questa operazione la vicinanza del direttore Resca è stata fondamentale: è uno dei pochi ad aver capito le potenzialità dell'iniziativa». Tra le novità anche una maggiore attenzione ai visitatori stranieri: «Abbiamo realizzato la cartellonistica nuova - spiega ancora la soprintendente - per la prima volta in italiano e in inglese». Un piccolo, elementare accorgimento che, pure, viene realizzato per la prima volta. Infine, ultima tra le novità che si possono anticipare aspettando la presentazione di giovedì, quando i dettagli avranno la meglio sulla visione d'insieme, la nuova guida della Reggia realizzata con Electa-Mondadori, «un lavoro reso possibile soprattutto grazie all'impegno della direttrice Lucia Bellofatto», tiene a sottolineare la David. Intanto si pensa anche alla promozione degli altri siti di Terra di Lavoro. Per ora si tratta di un filmato proiettato in 104 stazioni, con le immagini della Reggia, Casertavecchia, il Museo Campano di Capua. «Uno spot realizzato da noi - precisa la soprintendente - per contribuire a far conoscere il patrimonio di questo territorio. So che a qualcuno non è piaciuta la tecnica utilizzata, ma quelli che sono stati visti come errori (carrellata velocissima, immagini seppiate) erano invece voluti». Più che sulle polemiche, ora l'attenzione è concentrata sulla Reggia che con la nuova organizzazione degli spazi è diventata più grande. L'evento di presentazione di giovedì, a inviti stampati, sarà spostato nella sala Alabardieri per poter ospitare i rappresentanti dell'informazione che arriveranno da tutta Italia. E che poi dovranno comunicare al pubblico le novità del Palazzo che dal giorno dopo, vale a dire dal 25 marzo, avrà più storia da presentare ai visitatori.