Piazza Armerina: riapertura in «convivenza» col cantiere Compromesso Fruibile il 40 del sito, presto pure la zona nord. Gli operatori: «Respiriamo» Piazza Armerina. Nonostante quel cielo color grigio-topo-morto, qui la primavera è già sbocciata. E le celeberrime "ragazze in bikini" sembrano più ammiccanti che mai. Per un meraviglioso scherzo del destino, ieri - in coincidenza col rientro della Venere ad Aidone - anche Piazza Armerina ha fatto festa. Perché, alle 9 in punto, ha riaperto la Villa del Casale. E al primo giorno, seppur con un percorso ridotto a circa il 40, c'è stato subito un boom di visitatori: quasi 500 biglietti staccati. Il "tesoro" dei mosaici era chiuso al pubblico dallo scorso novembre (con una breve "finestra" nelle festività natalizie) per l'imponente cantiere di restauro: 18,2 milioni di euro dal Por Sicilia con il fortissimo imprimatur di Vittorio Sgarbi, alto commissario per la Villa Romana. Un pool di restauratori (guidati dall'archietto Roberta Bianchini) all'opera con tecniche quasi "chirugiche" per l'integrazione di alcune parti mancanti delle tessere dei mosaici, sulle quali verranno applicati dei veli protettivi. Il sindaco Fausto Carmelo Nigrelli ha fatto pressing affinché si anticipasse la riapertura parziale per dare un po' d'ossigeno agli operatori turistici della zona. E l'uomo dei mosaici - l'architetto Guido Meli, direttore dei lavori di restauro del sito - ha detto sì: da ieri è visitabile un 30 del complesso, tra cui il Triclinio, le ragazze in bikini, la sala di Orfeo e un breve tratto del corridoio della "Grande caccia". Ridotto il percorso, dimezzato il biglietto: dai 10 euro s'è scesi a 5. E così Piazza Armerina è riuscita a trovare un compromesso - tutto sommato accettabile - tra le esigenze di un cantiere "in progress" e le esigenze di imprenditori e commercianti, che boccheggiavano ormai da più di quattro mesi. «Non ce la facevamo più - si sfoga il proprietario dell'hotel-ristorante sul curvone prima della Villa - e abbiamo dovuto rinunciare a centinaia di pernottamenti e migliaia di pasti. Oggi (ieri per chi legge, ndr) ho la sala piena di un gruppo di tedeschi, si ricomincia. E speriamo che la primavera ci possa risarcire di un inverno in cui siamo stati fermi». Sul viale che conduce all'ingresso della Villa le bancarelle e i piccoli locali si risvegliano dal letargo. «Ci voleva proprio, per noi è un giorno importante», ci dice un commerciante mentre sistema la guida della Sicilia accanto alle spillette dell'Inter. All'ingresso il personale sembra rinato a nuova vita, nonostante la riduzione d'organico che ha lasciato soltanto 18 custodi, meno della metà dei tempi d'oro. «Si vede che c'era grande attesa per la riapertura - confessa il cassiere - perché abbiamo già staccato centinaia di ingressi». All'interno decine e decine di turisti, compreso un gruppo di giapponesi che sembrano lontani anni luce dalle tragedie d'oriente. Un tour nel tour è rappresentato dallo sbirciare i cantieri. I lavori, in questo momento sono concentrati sulla parte nord della Villa, soprattutto negli appartamenti della Piccola caccia e sulla basilica, quest'ultima mai aperta al pubblico. Adesso si corre per rispettare la data iniziale di riapertura: il 18 aprile (ma si potrebbe anticipare anche al 16 per rientrare nella Settimana della cultura) per aprire il versante nord. E poi, tra settembre e ottobre, la grande festa. Tutta la Villa Romana finalmente aperta e fruibile. Con il sogno di avere il presidente Giorgio Napolitano a calpestare, per primo, quei pezzetti d'eternità. Ma. Bar. 20032011