Portici. Continua a sbriciolarsi villa Lancillotti mentre fuori impazzano le polemiche sui ritardi e sulle responsabilità per il crollo della villa vesuviana. Ieri mattina, proprio mentre i tecnici del Comune, con il sindaco Cuomo e l'assessore Frosina, ispezionavano l'interno del palazzo, nel cortile della dimora storica al corso Garibaldi si sono registrati nuovi cedimenti che hanno confermato lo stato di profondo abbandono del palazzo. «È in atto una corsa contro il tempo - ha spiegato il sindaco Vincenzo Cuomo - per evitare il peggio, ma il Comune non può fare tutto da solo. Da giorni il nostro personale lavora senza sosta sul luogo del crollo, stiamo sostenendo costi e responsabilità per ritardi ed inefficienze altrui. Non dimentichiamo che villa Lancellotti è una proprietà privata, sotto la tutela dell'Ente Ville, vincolata per effetto di una legge dello Stato che demanda alla Soprintendenza compiti e poteri specifici. E qual è il risultato? - si chiede Cuomo - che i proprietari dell'immobile continuano ad essere assenti, l'Ente Ville dice di non avere poteri e la Soprintendenza ci dice che non ha risorse da poter investire né possibilità di sostenere interventi d'urgenza per tutelare il bene». Ma non finisce qui. Cuomo replica anche alle polemiche sollevate dal parlamentare Pdl, Marcello Di Caterina, che chiedeva chiarezza sui fondi spesi dal Comune per la messa in sicurezza della Villa. «Ancora una volta abbiamo la conferma che chi si ritrova proiettato in parlamento grazie all'attuale legge è talmente distante dai problemi reali delle comunità locali - dice Cuomo - da non avere idea di quello che dice. Di Caterina dovrebbe sapere che la competenza su questi beni è ministeriale, non certo comunale. Come pure dovrebbe sapere - aggiunge il sindaco - visto che approva le leggi finanziarie varate dal governo che sostiene, che i fondi per la tutela dei beni artistici sono ben poca cosa, quasi nulla rispetto alle reali necessità. Ed in questo la figuraccia internazionale che ha fatto l'Italia dopo i crolli di Pompei è l'esempio più lampante». Si infittisce intanto il mistero intorno al destino della villa Lancellotti. Ancora nessuno dei dieci eredi della principessa, cui è stata notificata l'ordinanza comunale di eliminazione del pericolo ad horas, si è fatto vivo. La polizia municipale ha rintracciato tutti gli eredi nelle loro residenze romane, ma ancora non si sa se e quando decideranno di intervenire sull'immobile, come ordinato dalla giunta. Nelle ore immediatamente successive al crollo, come confermano al Comune, un avvocato romano aveva preso contatti con l'amministrazione, a nome degli eredi Lancellotti. Lo stesso avvocato che, contattato telefonicamente nel pomeriggio di ieri, ha invece negato di aver ricevuto alcun mandato dagli eredi della principessa. A infittire ancora di più il mistero, le voci sempre più insistenti secondo le quali l'agenzia immobiliare incaricata da mesi della vendita del bene avrebbe nelle mani un compromesso di vendita sottoscritto proprio in queste ore e che prevederebbe la vendita a un privato della dimora storica per una cifra che si aggira intorno ai due milioni di euro. Circa la metà del prezzo sul quale si erano arenate precedenti trattative. Da chiarire, a questo punto, anche la posizione del Comune che è titolare di un diritto di ipoteca sulla villa a garanzia del mezzo milione di euro speso dieci anni fa per un primo intervento di messa in sicurezza del palazzo.