Sgarbi e Gallerie, corto circuito Calano i visitatori e slitta la riapertura dell'Accademia, prevista a giugno C'è un altro fronte aperto nel turismo culturale veneto, ed è quello dei musei veneziani. I visitatori nel 2010 sono calati vistosamente (meno 12mila le Gallerie dell'Accademia, meno 3mila l'Archeologico, in crescita solo le Arti Orientali a Ca' Pesaro, più 9mila), e l'interminabile prolungarsi del "caso Sgarbi" non ha aiutato certo a trovare l'equilibrio necessario per approntare gli interventi necessari. In un anno infatti, dopo la partenza di Caterina Bon, si sono susseguiti alla guida della delicatissima struttura Fabrizio Magani, ad interim, quindi Vittorio Sgarbi, fortissimamente voluto dal ministro Bondi nonostante non avesse i requisiti amministrativi necessari, e dopo la sua bocciatura da parte della Corte dei Conti ad interim Anna Maria Spiazzi, quindi ancora Sgarbi riproposto dal Ministro e riboccato dalla Corte dei Conti, e infine Giovanna Damiani, ad interim con Parma e Piacenza, che dovrebbe rimanere in carica fino a metà aprile. E poi? Buio fitto, perchè se Sgarbi prevede ancora di poter essere richiamato dal ministro per nomina diretta (ma se il successore di Bondi sarà Giancarlo Galan difficilmente avverrà) le motivazioni con cui la Corte dei Conti ha deciso le ripetute bocciature (rese note nei giorni scorsi dalla Uil cultura) sembrerebbero archiviare definitivamente la pratica. In sostanza la Corte - oltre a citare anche un parere contrario alla nomina espresso dalla Ragionieria Centrale dello Stato - ribadisce che secondo la legge, l'affidamento di un ruolo dirigenziale a una figura esterna è possibile solo nel caso si tratti di «competenze non rinvenibili nei ruoli dell'amministrazione». Ma prima il ministero dovrebbe bandire una nuova selezione interna per verificare «la presenza o meno all'interno della propria struttura, di quella particolare e specifica professionalità ritenuta indispensabile». Solo nel caso in cui quest'indagine si concludesse «con esito negativo», conclude la Corte, «sarebbe possibile per l'amministrazione procedere alla nomina di un esterno». Per la soprintendenza museale è richiesta la qualifica di dirigente storico dell'arte di seconda fascia, mentre per la legge Sgarbi è solamente un funzionario; e un candidato con le caratteristiche necessarie - il soprintendente di Bari Fabrizio Vona - si era fatto avanti per i musei veneziani. Tutto questo, come si diceva, non ha certo agevolato la gestione della macchina museale: alcune iniziative di Sgarbi sono in attesa di definizione, come l'incarico a Pierluigi Pizzi di curare il riallestimento delle Grandi Gallerie dell'Accademia, che potrebbe andare a collidere con il precedente incarico a Tobia Scarpa. Senza contare (e qui non c'entra il caso Sgarbi ma la crisi dei finanziamenti culturali) che alcuni ritardi nei pagamenti ministeriali stanno mettendo a dura prova la tempistica dei lavori, se non addirittura la tenuta di alcune delle imprese coinvolte. A questo punto la stessa riapertura delle Galleria, in origine prevista a fine 2010 e poi a giugno, in concomitanza col via alla Biennale, slitterà di almeno tre o quattro mesi.
VENEZIA Ecco perchè la Corte dei Conti ha bocciato la nomina del critico ai Musei
I visitatori dei musei veneziani nel 2010 sono calati del 12% rispetto all'anno precedente. La crisi dei finanziamenti culturali e il "caso Sgarbi" hanno contribuito a questo trend. Il ministro della cultura, Giancarlo Galan, ha deciso di bandire una nuova selezione interna per il ruolo di direttore dei musei veneziani, richiedendo la qualifica di dirigente storico dell'arte di seconda fascia. Il ruolo è stato occupato da Fabrizio Vona, che si era fatto avanti per i musei veneziani. La gestione dei musei è stata complicata dalla presenza di Sgarbi, che ha ricevuto diverse bocciature dalla Corte dei Conti.
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